Il caso delle intercettazioni telefoniche coinvolgenti l’ex sindaco di Marcianise, Antonello Velardi, e l’imprenditore Massimiliano Fabbro ha scosso l’opinione pubblica in seguito alle recenti rivelazioni emerse da un’inchiesta della Procura di Milano. Quest’ultima ha portato all’arresto del generale dei carabinieri Oreste Liporace e all’indagine su Fabbro e suo fratello William per presunti illeciti legati agli appalti, compreso quello riguardante un servizio di mensa scolastica del valore di 852mila euro.
Velardi, non coinvolto nelle indagini milanesi, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per chiarire il suo coinvolgimento nella vicenda. “Nel lontano 2017, dopo la mia elezione a sindaco di Marcianise, mi trovai a gestire una situazione critica riguardante la mensa scolastica cittadina e le controversie sul pagamento del personale”, ha affermato Velardi. “Ho sollecitato gli uffici competenti a garantire il rispetto delle normative e ho atteso l’emanazione di un nuovo bando, cercando di promuoverlo il più possibile per attrarre concorrenti qualificati”.
Velardi ha inoltre raccontato di un evento avvenuto all’inizio del 2017, quando Ernesto Pellegrini, ex presidente dell’Inter e esperto nel settore della ristorazione, visitò Marcianise. “Durante la sua visita, ho pubblicamente esortato Pellegrini a candidarsi per gestire il servizio mensa scolastico, considerando la sua esperienza pregressa nella città”, ha aggiunto Velardi. “Nonostante il mio invito, non ci fu alcun seguito da parte di Pellegrini”.
Successivamente, Velardi ha incontrato casualmente Massimiliano Fabbro negli uffici del generale Liporace a Roma. “Durante questo incontro, ho invitato Fabbro a considerare l’opportunità di partecipare al bando per il servizio di mensa scolastica”, ha continuato Velardi. “Tuttavia, ho trovato poca disponibilità da parte sua, segnalando l’interesse di mantenere trasparenza e competitività nel processo di selezione degli appaltatori”.
Gli inquirenti hanno confermato che Velardi non è soggetto ad alcuna indagine in relazione ai rapporti descritti. “Nessun collegamento diretto è stato riscontrato tra Velardi e gli affari in oggetto, come evidenziato nell’ordinanza della Procura di Milano”, ha precisato Velardi. “Ho sempre agito nel rispetto delle normative e con l’intento di promuovere una gestione trasparente e equa dei servizi pubblici, come richiesto dal codice etico degli amministratori pubblici”.
Il caso continua a evolversi mentre gli inquirenti proseguono nelle loro indagini per accertare le eventuali irregolarità legate agli appalti pubblici a Marcianise.