Iniziata la giornata di prevenzione del tumore al seno.

Restano alti anche i nuovi casi di melanomi registrati ogni anno.

È iniziata alle 9.00 e andrà avanti fino alle 15.00 in Piazza Dante a Napoli, la giornata dedicata alla prevenzione del tumore al seno. L’evento voluto dall’Istituto Tumori Pascale di Napoli.

 

Il cancro al seno incide per 56.00 nuovi casi ogni anno e determina però una guarigione in oltre il 90% dei casi se la malattia è diagnosticata in fase precoce. Lo screening è l’unica arma efficace per la prevenzione, poiché nelle fasi iniziali delle malattie non ci sono segni evidenti che la manifestano, solo controlli clinici possono evidenziare la presenza di masse sospette. Il Pascale ha organizzato questa iniziativa per sensibilizzare le donne verso il la prevenzione e la consapevolezza di questa pratica. Durante la giornata verranno effettuate ecografie mammarie, esami non invasivi e privi di radiazioni, particolarmente indicati per le donne giovani o in presenza di seno denso, ma saranno anche offerte consulenze nutrizionali e psicologiche. La giornata mira a coinvolgere donne di tutte le età. Secondo il direttore generale dell’Istituto Pascale, Maurizio di Mauro, con questa iniziativa, il Pascale, conferma il proprio impegno nel mettere la persona al centro, integrando competenze cliniche, nutrizionali e psicologiche in un unico percorso. Un modello di sanità che non si limita a curare, ma lavora per anticipare la malattia, informare e accompagnare. La diagnosi precoce salva la vita. E la prevenzione, quando diventa accessibile e condivisa, può fare davvero la differenza.

Ogni anno si stimano nel nostro paese circa 390.000 nuovi malati di tumore, secondo i dati rilevati da AIOM, AIRTUM, Fondazione AIOM, ONS, PASSI, PASSI d’Argento e SIAPeC-IAP. La “buona” notizia è che si registra un calo dei nuovi eventi intorno al 2,6% per il 2025, e un calo significativo dei decessi oncologici intorno al 9% degli ultimi 10 anni, che accende un ulteriore speranza per le aspettative di vita nei nuovi casi accertati. I tumori che registrano un calo di mortalità più elevata sono quelli che interessano il polmone, meno 24% e il colon retto meno 13%, probabilmente frutto di una prevenzione più incisiva realizzata nell’ultimo decennio. Nelle regioni meridionali nell’ultimo quinquennio è triplicata l’adesione agli screening di prevenzione anche se resta alto il numero di pazienti che si reca in altre regioni per le cure.

La sopravvivenza a 5 anni nei tumori più frequenti registra un piccolo passo avanti e si attesta all’86% per il cancro alla Mammella, al 64,2% del Colon‑retto e al 15,9% Polmone. Numeri ovviamente che fanno emergere tutta la gravità dell’impatto sulle aspettative di vita di chi si ammala.

Secondo le organizzazioni sanitarie le persone più esposte ai rischi oncologici sono quelle legate a fattori di rischio derivanti da comportamenti errati. Le probabilità di ammalarsi crescono del 24% nei fumatori, del 33% nelle persone in sovrappeso e di un ulteriore 10% negli obesi, mentre il consumo di alcool espone ad un rischio del 58% più alto rispetto ai non consumatori. Anche la sedentarietà rappresenta un fattore di rischio, infatti tra i sedentari il rischio è più alto del 27%.

Un aspetto tumorale importante e a volte sottovalutato sono i melanomi della pelle, secondo il Prof. Paolo Ascierto presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli, “siamo passati negli ultimi venti anni dai 6.000 casi annuali agli oltre 15.000 degli ultimi anni. Mai come ora è necessario che istituzioni, clinici e cittadini facciano squadra per la realizzazione di una grande campagna di screening sulla popolazione che preveda almeno un controllo all’anno dei nei presso un dermatologo per coloro che sono più a rischio”, Ovviamente anche in questi casi è molto importante è la prevenzione, le nuove patologie nelle loro forme iniziali determinano una sopravvivenza a 5 anni di oltre il 90% mentre scende al 35% nei casi metastatici. “Il riconoscimento dei nei sospetti nella loro fase iniziale, quando sono ancora sottili e non hanno invaso i linfonodi o altri organi, risulta fondamentale. Per questo motivo, sempre secondo il prof. Paolo Ascierto, è necessario implementare programmi di screening sistematici che, come effetto secondario, possono rivelarsi anche utili a educare le persone ad ‘auto-controllare’ regolarmente la propria pelle e a rivolgersi al medico in caso di anomalie. Lo screening non è un costo, ma un investimento che salva vite e riduce i costi sociali e sanitari. Questa resta l’unica via per sconfiggere il melanoma”.