Iran, ultimi sviluppi

Funerali di massa e reazioni internazionali

DropSite riporta che ieri 14 gennaio 2026 vi sono state migliaia di persone in lutto lungo le strade vicino all’Università di Teheran, sotto stretta sorveglianza, per un funerale di massa in onore dei militari e dei civili uccisi nelle manifestazioni nazionali in Iran, citando l’Associated Press.

La televisione di Stato iraniana aveva precedentemente riferito di 300 bare, ma i giornalisti dell’AP ne hanno viste circa 100. Le autorità iraniane affermano di aver ripreso il controllo del Paese dopo due settimane di proteste di massa.

Il bilancio delle vittime in Iran continua a salire: l’agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency (HRANA) ha dichiarato che almeno 2.571 persone sono state uccise nelle proteste, tra cui 2.403 manifestanti e 147 membri del personale governativo. Oltre 18.100 persone sono state arrestate, ha affermato l’organizzazione. L’AP ha affermato che i dati dell’HRANA sono stati affidabili in passato, ma afferma di non essere stata in grado di verificare in modo indipendente il bilancio, poiché le autorità iraniane hanno interrotto l’accesso a Internet e alle comunicazioni, limitando le informazioni esterne. L’HRANA riceve finanziamenti dal National Endowment for Democracy, un ente collegato alla CIA. In una trasmissione di martedì, la televisione di stato iraniana ha riconosciuto le notizie di un elevato numero di vittime, citando un funzionario che ha affermato che c’era “un alto numero di martiri” provenienti da diversi ceti sociali, comprese le forze di sicurezza.

Gli USA e l’Iran:

Il Dipartimento di Stato americano e l'”Ambasciata virtuale” statunitense per l’Iran hanno invitato con un avvertimento formale, i cittadini statunitensi in Iran a lasciare immediatamente il Paese. La direttiva arriva segue gli appelli di numerosi Paesi occidentali e stati regionali ai propri cittadini di lasciare il Paese per timore di ulteriori disordini violenti.

Il capo della sicurezza iraniana, intanto, definisce Trump e Netanyahu come “assassini”: il Segretario Supremo del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, ha risposto martedì al presidente Donald Trump con dichiarazioni molto forti: “i principali assassini del popolo iraniano sono, in primo luogo, Trump e, in secondo luogo, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu”.

Trump, dal canto suo, ha ordinato ai manifestanti iraniani di occupare le istituzioni, incoraggiando i manifestanti  e affermando che “gli aiuti sono in arrivo” e avvertendo che “assassini e abusatori pagheranno un prezzo elevato”.

Trump ha anche dichiarato di aver annullato gli incontri programmati con i funzionari iraniani, invertendo le aspettative di una ripresa dei negoziati, dopo aver affermato circa 36 ore prima che l’Iran si era offerto di riaprire i colloqui.

Gli altri Paesi

Gli stati del Golfo mettono in guardia gli Stati Uniti dall’attaccare l’Iran: Arabia Saudita, Qatar, Oman e “altri stati del Golfo” stanno esortando Washington a evitare azioni militari contro l’Iran, avvertendo che ciò destabilizzerebbe la regione, minaccerebbe i mercati energetici e rischierebbe un’escalation incontrollata che danneggerebbe gli alleati degli Stati Uniti tanto quanto Teheran, secondo il Wall Street Journal. Il rapporto afferma che l’Arabia Saudita sta guidando gli sforzi per convincere gli Stati Uniti alla moderazione e alla diplomazia.