LA CITTADINANZA NEGATA PER REDDITO INSUFFICIENTE

Il TAR annulla il decreto della Prefettura di Caserta

La sesta sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha annullato il decreto della Prefettura di Caserta che negava la cittadinanza italiana a una cittadina straniera per presunta mancanza di reddito adeguato, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Mario Antonio Angelelli e condannando l’amministrazione al pagamento di 2000 euro per le spese processuali.

 

Il caso: reddito contestato

La Prefettura aveva respinto l’istanza della ricorrente sostenendo che quest’ultima non avesse garantito la continuità di un reddito adeguato, mancando dichiarazioni fiscali relative agli anni 2019, 2020 e 2021. Di conseguenza, il decreto di rigetto era stato emesso sulla base del mancato rispetto dei requisiti economici previsti per l’ottenimento della cittadinanza.

L’avvocato della donna ha però dimostrato che tale valutazione era errata, presentando le dichiarazioni dei redditi degli anni contestati e sostenendo che la ricorrente avesse effettivamente percepito un reddito regolare e continuativo, come richiesto dalla normativa.

 

La sentenza del TAR

Secondo il TAR, la Prefettura ha compiuto un errore di valutazione, poiché i redditi da considerare per la domanda presentata nel 2019 dovevano essere quelli dei tre anni precedenti – 2016, 2017 e 2018 – oltre a quelli successivi fino al giuramento. La documentazione prodotta dall’avvocato ha dimostrato la presenza di un reddito adeguato durante tutto il periodo richiesto.

In virtù di ciò, il Tribunale ha dichiarato infondato il provvedimento della Prefettura e ha annullato il decreto, condannando il Ministero dell’Interno al pagamento delle spese legali per un importo pari a 2000 euro.

 

Le implicazioni della decisione

La sentenza rappresenta un importante precedente per tutti coloro che si trovano in situazioni analoghe. Dimostra come un’attenta analisi delle norme e una difesa adeguata possano ribaltare provvedimenti amministrativi ritenuti ingiusti, tutelando i diritti dei richiedenti di cittadinanza che rispettano i requisiti previsti dalla legge.

Questo caso mette in evidenza le difficoltà burocratiche che molti stranieri affrontano nel processo di acquisizione della cittadinanza italiana e sottolinea l’importanza del ruolo svolto dai tribunali nel garantire un’applicazione corretta e imparziale delle normative.