La compagnia teatrale FSSL di San Marco Evangelista torna in scena con “Le voci di dentro” di Eduardo

La commedia andrà in scena il 25, 26 e 27 ottobre 2019 al Teatro Città di Pace di Caserta per la regia di Domenico Palmiero e Domenico Carozza e le musiche di Domenico Angelino. La prevendita dei biglietti, del costo di soli 5 (cinque) euro, è ufficialmente aperta. Per info e prenotazioni chiamare il 348 41 64 326 / 333 46 69 794.

SAN MARCO EVANGELISTA – Di ritorno dalla 1^ edizione del Festival nazionale dal titolo: “TEATRAMM” che si è svolto a Roma, presso il Teatro Marconi, dal 5 al 13 settembre 2019, dove hanno vinto tre primi premi come: Premio MIGLIOR ATTORE a Domenico Palmiero; Premio MIGLIOR TESTO INEDITO a Crescenzo Autieri, e infine, PREMIO PARANOIA a Domenico Palmiero, e dopo essere stati premiati, lo scorso 20 settembre 2019, dall’Amministrazione comunale di San Nicola la Strada con una targa “….. per l’impegno e la partecipazione alla Rassegna teatrale R….estate a San Nicola 2019”, la Compagnia teatrale sammarchese è tornata subito a lavorare per preparare una nuovissima edizione della commedia: “Le Voci di dentro”, tarantella in tre atti di Eduardo De Filippo, che andrà in scena il 25, 26 e 27 ottobre 2019 al Teatro Città di Pace di Caserta per la regia di Domenico Palmiero e Domenico Carozza e le musiche di Domenico Angelino.

Il costo del biglietto è di doli 5 (cinque) euro, assolutamente concorrenziale, giusto per pagare le spese. La prevendita è ufficialmente aperta. Per info e prenotazioni chiamare il 348 41 64 326 / 333 46 69 794 o contattare qualsiasi componente di Compagnia. Venerdì 25 ore 20.00 Sabato 26 ore 20.30 Domenica 27 ore 18.00. Gli attori della pièce teatrale sono: Domenico Palmiero, Domenico Carozza, Amelia Aletta, Carmine Compagnone, Mariarosaria Clemente, Marica Crispo, Mattia Serino, Vincenzo Sermiento, Lidia Quintavalle, Mario Di Fraia, Mario De Nardo, Filippo Mastroianni, Arianna Carozza, Giovanni Del Prete, Davide Stefanelli.

Le scenografie sono del Liceo Artistico di San Leucio (CE), direttore di scienza Nunzio Tedesco, suggeritrice Dalila d’Aiello, Datore audio e luci Daniela Merenda, Parrucco Pamela d’Aiello, Truccatrice Maria Palmiero, Grafica Mario De Nardo, Trasporti Pasquale Del Prete, Addetti ai Trasporti Francesco Gualtieri e Antonio Palmiero, Addetti alla produzione Mattia Serino, Lidia Quintavalle e Stefania Natale, Costumi di Sara Pascarella e Marica Crispo, Addetti alla Comunicazione Mariarosaria Clemente, Vincenzo Sermiento e Maria Palmiero.

Come potete notare gli attori si trasformano all’occasione anche nello staff che porta uno spettacolo al successo. Insomma, resta tutto in famiglia. Un testo, per contenuto e forma, tanto affascinante quanto amaro. Eduardo lo scrisse à la va-vite, per necessità contrattuale con il Teatro Nuovo di Milano nel 1948, 3 anni dopo Napoli milionaria e soprattutto 3 anni dopo la seconda guerra mondiale, sopra le macerie materiali di un paese distrutto, individuando quelle macerie morali, che il conflitto bellico aveva prodotto. Un mondo lontano solo temporalmente, ma con lo stesso degrado morale di oggi. Le voci di dentro “è la commedia dove Eduardo, pur mantenendo un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi personaggi, e quindi dello stesso pubblico.

L’assassinio di un amico, sognato dal protagonista Alberto Saporito, che poi lo crede realmente commesso dalla famiglia dei suoi vicini di casa, mette in moto oscuri meccanismi di sospetti e delazioni. Si arriva ad una vera e propria “atomizzazione della coscienza sporca”, di cui Alberto Saporito si sente testimone al tempo stesso tragicamente complice, nell’ impossibilità di far nulla per redimersi. Eduardo scrive questa commedia sulle macerie della seconda guerra mondiale, ritraendo con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire. E ancora oggi sembra che Alberto Saporito, personaggio-uomo, scenda dal palcoscenico per avvicinarsi allo spettatore dicendogli che la vicenda che si sta narrando lo riguarda, perché siamo tutti vittime, travolte dall’ indifferenza, di un altro dopoguerra morale”.