Il ristoratore siracusano Giampiero Riccioli è stato condannato all’ergastolo per il duplice omicidio dei badanti Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto. La corte di Cassazione ha respinto l’ultimo ricorso presentato dalla difesa, confermando la sentenza della corte di assise di appello di Catania del 12 luglio 2023, che a sua volta aveva ratificato la condanna di primo grado.
Il caso, che ha destato grande impressione e ha occupato spazi mediatici significativi, ha trovato una conclusione definitiva dopo anni di indagini e dibattiti giudiziari. Nel 2014, Sabatino e Cerreto scomparvero misteriosamente dopo essersi recati a Siracusa per rispondere a un annuncio di lavoro per l’assistenza all’anziano padre di Riccioli nella sua villa.
Le indagini hanno rivelato una vicenda intricata: i corpi delle vittime, legate con fascette, furono ritrovati seppelliti nella villa di Riccioli nel 2021. I due badanti furono uccisi con colpi di pistola, evidenziando un’efferata esecuzione. Si ipotizzò che il movente fosse legato alle denunce di maltrattamenti avanzate da Sabatino e Cerreto nei confronti dell’anziano assistito da Riccioli.
La difesa dell’imputato aveva tentato di sostenere l’incapacità di intendere e volere di Riccioli, ma tali argomentazioni sono state respinte in entrambi i gradi di giudizio. La sentenza finale, con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, ha posto fine a ogni possibilità di appello.
La scoperta dei resti dei badanti nella villa di contrada Tivoli, a una decina di chilometri da Siracusa, ha rappresentato l’elemento chiave che ha stretto il cerchio intorno a Riccioli. L’accusa di duplice omicidio e occultamento di cadavere ha portato all’arresto del ristoratore, culminando ora con la sentenza di ergastolo.
I familiari delle vittime, rappresentati dagli avvocati Natalino Giannotti, Ciro Paolo Ascione, Carlo Madonna (per Cerreto) e Vincenzo Guida (per Sabatino), hanno attraversato diversi gradi di giudizio per giungere a questa conclusione. Con il verdetto della Cassazione, il caso può essere finalmente considerato chiuso.