L’ASSENZA DEL GIUDICE E LO SCIOPERO DEI PENALISTI FA SLITTARE IL PROCESSO ‘ABBREVIATO’ CONTRO TRE RAPINATORI NAPOLETANI

di DANIELE PALAZZO

VALLE DI MADDALONI-Slitta al 16 marzo prossimo l’udienza, di rito abbreviato, per la rapina del 24 agosto dello scorso anno, ai danni della Banca Popolare Società Cooperativa di Novara, ad Amorosi, in provincia di Benevento, che vede alla sbarra gli autori del brutale fatto di cronaca, vale a dire Gennaro Tortora, 46 anni, di Casalnuovo di Napoli, Giovanni Loventre, 40 anni, di Napoli, e Antonio De Fortis Nadi, 42 anni, di Ercolano, che, subito dopo il “colpo”, si diedero alla fuga a bordo di una Ypsilon 10, venendo intercettati ed arrestati, ad opera dei Carabinieri, nei pressi dell’abitato di Valle di Maddaloni.

Ancora in possesso del bottino, ammontante a poco più di settemila Euro, il terzetto di criminali partenopei, che cominciano a pensare di averle fatta franca, furono subito ammanettati e tradotti in carcere.

La precedente udienza a loro carico era saltata per due motivi, cioè l’assenza del Giudice incaricato e l’astensione dei penalisti.

Stando alla ricostruzione delle dinamiche del raid predatorio, stilato dagli inquirenti sanniti, pare che abbiano fatto irruzione nell’Istituto creditizio preso di mira solamente De Fortis e Loventre, mentre Tortora fungeva da “palo”, al posto di guida della utilitaria servita per compiere il misfatto e con il motore “rigorosamente” acceso.

Sempre da fonti investigative beneventane, pare che la coppia di malviventi che, volto coperto ed amati di taglierini, avevano materialmente assaltato la succursale bancaria di Amorosi siamo state molto convincenti circa i loro intenti. Non appena dentro, De Fortis e Loventre avevano sfoderato le loro taglientissime lame, cominciando a minacciare dipendenti e clienti. “Aprite la cassaforte e consegnateci i soldi. Svelti, svelti, se no, vi canniamo senza pietà”, avevano gridato, soprattutto all’indirizzo di due addetti agli sportelli, ferendo lievemente alla mano una giovane impiegata. Arraffati i contanti, fuori, di gran carriera verso la macchina su cui li attendeva Tortora.

La loro fuga si concluderà a Valle di Maddaloni, dove i militari della Benemerita, che hanno dimostrato, una volta di più, di essere più bravi ed intelligenti di loro, li hanno bloccati, facendogli scattare le manette ai polsi.