Mondragone. E’ un bene, cari lettori che questo mio scritto, un po’ per inderogabili esigenze di brevità del singolo articolo, un po’ per scelta di narrare quante più cose e circostanze possibili sulle ‘piaghe’ cittadine, sia diviso in parti pubblicate consecutivamente. Tant’è che io stesso per evitarne una pubblicazione integrale e troppo concisa, scrivo le varie parti di volta in volta e non consegno lo scritto complessivo, anche perché in divenire. Questo mi ha consentito e mi consente anche ora, di acquisire gli apporti correttivi che mi forniscono i protagonisti della mia narrazione. E allora passo subito a fare giustizia delle imprecisioni e delle castronerie scritte in totale buona fede, e, però, credetemi, senza che questo pregiudicasse la tesi di fondo del mio narrare e la dico subito, anche se non dovrei per mantenere la ‘suspence’ : la politica a Mondragone non va, non è mai andata, compreso il presente, poiché , al pari di quella nazionale, lo spirito di servizio non è mai prevalso appieno sullo spirito di dominio e di sopraffazione, direbbe Nietzsche , e sulla ‘volontà di potenza’ . Traduco ‘o cumannà è meglij ro fottr’ , con buona pace dei puristi e degli ipocriti.
Allora, il papà del Sindaco Luigi Nunziata , non rifiutò la condotta veterinaria di Vico Equense, ma quella di Vietri sul mare, preferendo quella di Mondragone, dove si insediò portando seco il piccolo Luigi undicenne. La seconda e più sostanziosa rettifica riguarda la lista EUPOLIS, che in realtò era un vero e proprio progetto politico, i cui protagonisti erano quelli che comunque correttamente, dal punto di vista storico, avevo menzionato, i Nazzaro brothers and Dad, per la parte ‘laica’ , e l’arciprete Don Franco Alfieri ( stavo per scrivere Don Camillo inquietando persino Guareschi!), che ne furono, insieme , ideatori, promotori e realizzatori. Dal punto di vista elettorale, però , il progetto aveva bisogno di liste e di un candidato Sindaco che potesse riscuotere il massimo del consenso per le sue preclare virtù di cittadino probo. E chi, meglio del dott. Luigi Nunziata poteva prendere su di sé questa missione? Questo fu il pensiero degli ‘specialisti’ della politica, che furono Mario Landolfi e Gianni Caprio. Del primo, pluriconsigliere comunale e, di lì a poco, parlamentare per oltre 20 anni con una esperienza di Ministro delle Comunicazioni nel governo Berlusconi ( Eh già, direbbe Totò, le comunicazioni…..Berlusconi! Fa anche rima, oibò!) esponente locale di punta, un predestinato, del Movimento Sociale Italiano, in quel tempo anche destra nazionale , avendo assorbito il Partito Monarchico. Del secondo, molto più defilato, ma molto più tessitore di trame e azioni politiche segrete, mestatore potrebbe dire qualcuno, cospiratore nell’ombra…..del suo ufficio comunale di cui era dipendente, ed anche redattore e commentatore di una radio locale di ispirazione radicale- ambientalista, che poi, oltre alla lista del MSI capitanata da Landolfi, guadagnò al candidato sindaco Nunziata la lista dei VERDI, che aveva acquisitonell’elettorato locale la stessa eco e considerazione ottenuta a livello nazionale , con il referendum sull’abolizione del nucleare, che tanto ha nuociuto, immotivatamente, come hanno dimostrato i decenni successivi al 1985-86, e col Referendum proposto da Mario Segni, e che si sarebbe celebrato sempre nel 1993, ma la cui eco, aveva invaso e pervaso il Paese tutto, sin dalla raccolta delle firme da presentare alla Corte Costituzionale. E già nella determinazione degli schieramenti politici, a favore e contro il predetto referendum, si era manifestata la convergenza tra Verdi, Radicali e MSI di Fini. Segni-Fini era diventata la ‘strana coppia’ della politica italiana, e se ci mettiamo anche Pannella, anch’egli sostenitore, giacché oltre alla abolizione della legge elettorale PROPORZIONALE alla Camera, il Senato aveva già meccanismi di tipo maggioritario, per passare tout court alla legge MAGGIORITARIA, che si riteneva maggiormente adatta ad un agire in politica, non tanto come rissosa rappresentanza, ma come veloce ed efficace attuazione ‘decisionista’ dei programmi e delle necessità dei cittadini appalesatesi come inderogabili, il referendum doveva abolire le cosiddette ‘dosi minime’ nell’uso delle sostanze stupefacenti, superate le quali si incorreva nei rigori del maggiuor reato di ‘spaccio’ delle dette sostanze. E quello interessava i radicali e Pannella. Insomma, dalla ‘strana coppia’, si passò al ‘TRIANGOLO’ , ed aveva voglia Renato Zero a cantare ‘il TRIANGOLO, no, non lo avevo considerato….sarà strano però…non è un reato…’
Insomma, già a livello nazionale il connubio , politicamente scorretto, tra Verdi ed MSI ( e radicali..), si era già celebrato e consolidato. Poi , a livello nazionale, quando si votò col sistema maggioritario, la lista dell’ELEFANTINO, che riuniva i referendari di Segni e l’MSI di Fini, non ebbero grande successo. Più o meno questa fu poi la fine dell’amministrazione locale guidata dal Dott. Luigi Nunziata , sostenuta dal Verdi di Beniamino Fulco, dai missini di Mario Landolfi, e dai radicali del Dott. Giancarlo Burrelli, che non ebbero seggi in consiglio comunale, che si barcamenavano in ogni progetto politico che dimostrasse innovazione, propositi libertari e progressisti, ma che di consensi, non ne hanno mai ottenuto molti, i maligni diconopersino nello stesso stretto ambito familiare, ma tant’è! E così dopo circa 11 mesi di consigliatura, il Dott. Nunziata viene sfiduciato dallo stesso consiglio che lo sosteneva. E lì, l’opera del tessere e disfare’ che non solo l’omerica Penelope esercitava a più non posso, fu emulato dall’eminenza ‘grigia’, ma che dico, grigia? Dall’ eminenza rossa Gianni Caprio, trovò il suo apogeo, ed il Dottor Nunziata fu rispedito ‘ipso facto’, a fare il Segretario Comunale a Falciano Del Massico. ‘Sic transit gloria mundi!’ . Aveva proprio ragione il segretario nazionale del Partito Liberale Italiano, Giovanni Malagodi, che ad un intervistatore , alla domanda :” ma scusi, lei dimostra molta acrimonia nei confronti del Verdi, non sarà perché col referendum di Segni, che hanno appoggiato, hanno ridotto le capacità di rappresentanza politica dei partiti minori, come del suo PLI?” “ Giovanno Malagodi, rispose :” veda, il PLI è un partito che ha una rappresentanza di appena il 3% circa, ma non è un piccolo partito, fa parte dell’arco costituzionale, cioè di quelli che hanno sostenuto la Resistenza, hanno scritto insieme ai maggiori DC-PCI-PSI, la nuova carta costituzionale, il partito dell’Unità d’Italia sotto il Regno sabaudo, è vero….quanto ai Verdi, essi sono come i cocomeri, Fuori sono verdi, ma dentro sono rossi, e lei sa quanto io ami i ‘rossi’”-Comunque i verdi furono tra i principali strateghi della prematura fine dell’esperienza Nunziata. Ma come ci si era arrivati? Chi amministrava Mondragone prima della prima elezione del Sindaco a suffragio diretto? E qui sta il ‘patatrac’, ma ve lo dirò nella prossima puntata-continua-