Le associazioni dei consumatori Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Udicon a fronte delle modifiche contrattuali di Tim comunicate il 20 luglio chiedono la non indicizzazione tariffaria delle bollette. Il gruppo TIM ha pubblicato nella giornata del 21 luglio un comunicato ufficiale che annuncia l’arrivo di nuove rimodulazioni: a partire dal 1° settembre, infatti, alcune offerte di linea fissa subiranno degli aumenti, da un minimo di 2,1€ ad un massimo di ben 4,4€ al mese, in base al piano coinvolto. Le associazioni avvertono: “Le modifiche prevedono l’indicizzazione all’inflazione dei prezzi dei servizi di telefonia, con un meccanismo che adotta un mark-up fisso del 3,5% e funziona solo al rialzo, ignorando gli indici negativi. Secondo il meccanismo comunicato dall’azienda, se l’inflazione continuerà a salire, come in questo periodo, i prezzi delle bollette saliranno di pari passo oltre il coefficiente del 3,5%. Al contrario, se l’inflazione scenderà, i prezzi delle bollette non scenderanno. Inoltre, non viene richiesto un consenso esplicito da parte del consumatore. L’unica possibilità per i clienti coinvolti di sottrarsi alla modifica è recedere entro il 30 settembre prossimo”.“Le modifiche prevedono l’indicizzazione all’inflazione dei prezzi dei servizi di telefonia, con un meccanismo che adotta un mark-up fisso del 3,5% e funziona solo al rialzo, ignorando gli indici negativi. Secondo il meccanismo comunicato dall’azienda, se l’inflazione continuerà a salire, come in questo periodo, i prezzi delle bollette saliranno di pari passo oltre il coefficiente del 3,5%. Al contrario, se l’inflazione scenderà, i prezzi delle bollette non scenderanno. Inoltre, non viene richiesto un consenso esplicito da parte del consumatore. L’unica possibilità per i clienti coinvolti di sottrarsi alla modifica è recedere entro il 30 settembre prossimo. In una nota congiunta le associazioni scrivono:”Facciamo appello ad AGCOM, AGCM, MIMIT e TIM stessa affinché questa operazione sia annullata o sospesa urgentemente. Ci auguriamo una risposta celere e che si stabilisca un nuovo clima di collaborazione istituzionale, che metta al primo posto un principio cardine: il conto non deve essere sostenuto dai soli consumatori tartassati, è giusto che i loro diritti siano sempre rispettati e continuamente rafforzati”.