Lecci a rischio abbattimento nella Reggia. Il gruppo 31 agosto scrive al ministro dell’ambiente

Il Gruppo di Lavoro 31 agosto ha inviato al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, una nota a firma di Ciro Costagliola sul Progetto di Sostituzione del primo filare di Quercus ilex della Via d’Acqua del Parco Reale di Caserta.

 

 

Il Gruppo segnala che, a seguito  dell’annuncio della direzione della Reggia, nell’ambito di un intervento di recupero e valorizzazione della Via d’Acqua del Parco reale, della decisione di abbattere i 750 lecci dei due filari interni che fiancheggiano la “via d’Acqua evidenziava che la scelta era in palese contrasto con l’obiettivo principale della tutela e salvaguardia dell’immagine storica del complesso vegetale, secondo i principi del restauro conservativo al fine di soddisfare le aspettative culturali e ambientali dei cittadini, valori riconosciuti dalla Convenzione europea di Faro. Redigeva così un documento, con il quale chiedeva di soprassedere all’avvio della procedura in attesa di un confronto per individuare soluzioni più idonee da adottare in alternativa al drastico intervento. A questo seguivano note e perizie per avallare da una parte e confutare dall’altra la validità del progetto, generando una vasta e diffusa opposizione al progetto da parte di cittadini, di associazioni ambientaliste e di gruppi whatsapp e social, di cultori della storia locale con ampia risonanza sui media. Infine si sono resi interpreti di tante perplessità e malcontento anche i deputati Cerreto, Iorio e Zinzi che hanno presentato interrogazioni al Ministro.

Pertanto la scelta della D.G. della Reggia di proseguire comunque il programma di abbattimento dei 750 lecci oltre che in contrasto con le prescrizioni ministeriali, appare non condivisibile né dal punto di vista tecnico né economico atteso che la sostituzione dei lecci malandatiandrebbe fatta con lecci autoctoni di almeno 10 anni previa accurata analisi delle condizioni edafiche ed individuazione dei necessari correttivi agronomici per assicurare un proficuo sviluppo vegetale ed evitare anomale fallanze dei reimpianti. Oltretutto l’intervento determinerebbe un importante danno erariale per gli onerosi lavori di potatura e profilatura dei lecci del doppio filare di recente effettuati che la sostituzione delle piante renderebbe uno spreco. D’altra parte per oltre 250 anni per il mantenimento del quadruplice filare di lecci è sempre stato adottato il criterio della sostituzione puntuale delle piante morte, deperite o cadute. Tanto è vero che oggi il bosco artificiale che forma la prospettica “via d’Acqua”, che inizialmente era coetaneo, è un bosco disetaneo con molti esemplari di oltre 200 anni di età e nel tempo tantissime piante state sostituite senza pregiudicare l’effetto paesaggistico progettato da Vanvitelli.

Il Gruppo di 31 agosto, conferma decisa opposizione al rinnovo integrale del doppio filare di lecci in ciò confortato dal parere contrario in prima istanza della Sovrintendenza che, nel prendere atto del verbale dei comitati, non ha espresso parere favorevole ai sensi dell’art. 21 del d.lgs. 42/2004 al progetto.

In conclusione considera il programma di abbattimento dei 750 lecci un intervento inutilmente drastico, inopportuno e immotivato.

Inoltre dal punto di vista ambientale l’abbattimento di 750 alberi ad alto fusto, arrecherebbe un danno non indifferente alla qualità dell’aria cittadina ed alla capacità di drenaggio del suolo a causa delle precipitazioni sempre più copiose, vista la sottrazione di copertura delle chiome. Gli esemplari giovani, per quanto possano essere collocati in tempi stretti a sostituzione di quelli rimossi, non sono infatti equiparabili ad alberi adulti né per la produzione di ossigeno, né per la capacità di mitigazione del clima per l’attività di evapotraspirazione, né per la capacità di assorbimento di anidride carbonica e per l’attività di purificazione dell’aria per l’abbattimento delle polveri sottili.

Tra l’altro, gli alberi insistono nei pressi di una zona di Caserta (via Giannone, via Tescione) spesso congestionata dal traffico, caratterizzata dalla presenza di diversi istituti scolastici e dello stesso ospedale cittadino: sembra elemento non da poco per una valutazione dei tempi di attuazione, che effettivamente rendono dirimente la raccomandazione espressa nel documento.

La tematica presenta diversi tratti simili alla vicenda di Torino, dove l’amministrazione aveva previsto l’abbattimento di 240 aceri in Corso Belgio, nonché la sostituzione con esemplari giovani. Il Tribunale di Torino, con la sentenza del 30/05/2024 (Nrg 12333/2023) ha riconosciuto che riducendo i servizi ecosistemici del verde urbano (ad esempio abbattendo alberi adulti) si incide negativamente su salute e benessere delle persone (battaglia condotta eroicamente dai comitati di Corso Belgio-Torino). La sentenza ha infatti disposto l’elaborazione di un cronoprogramma in almeno 5 anni ed ha riconosciuto che l’abbattimento di un’intera alberata lede il diritto alla salute, confermando il nesso “alberi uguale diritto alla salute”. Il giudizio rappresenta un punto di svolta nel rapporto tra amministrazioni pubbliche e verde urbano. Con questa decisione, il giudice ha bloccato l’abbattimento di circa 240 alberi in corso Belgio, dando ragione ai comitati cittadini e fermando un progetto comunale di cosiddetta “riqualificazione”. Gli alberi oggetto di abbattimento, in quel caso, erano meno della metà di quelli interessati dal progetto taglio lecci.

Nel novembre scorso il gruppo inviava al Ministro Alessandro Giuli nota circostanziata sulla tematica e l’on. Lucia Borgonzoni, sottosegretario al MIC accompagnata dall’on. Gianpiero Zinzi, visitava la via d’Acque della Reggia, relazionandosi con la DG Tiziana Maffei ed incontrando poi una rappresentanza di componenti del gruppo.

La tematica di alto valore storico, sociale, ambientale ed economico, ha interessato, associazioni e gruppi che si sono mobilitati con manifestazioni, (quella del 4 dicembre presso il parco della Reggia è solo l’ultima) dibattiti, articoli di stampa, discussioni sui social. In ultimo la petizione on line su change.org “Fermiamo l’abbattimento di 750 lecci nella Reggia di Caserta” ha raccolto in pochissimo tempo quasi 5000 firme verificate.

Il Gruppo 31agosto confida vivamente che, possa essere revocato il progetto di abbattimento dei 750 lecci così come proposto dalla D.G. della Reggia e perseguita la modalità di manutenzione ordinaria con la sola sostituzione dei lecci morti o fortemente compromessi.