TRENTOLA DUCENTA. “A 2024 inoltrato, dobbiamo ancora far fronte alla mancanza di chiarezza
rispetto all’utilizzo dei fondi derivanti da sanzioni per la violazione del codice della strada”. Ad affermarlo
è il vicepresidente e portavoce delle associazioni A.U.F.V. Odv (Associazione Unitaria Familiari delle
Vittime della Strada Odv), A.I.F.V.S. Odv (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Odv) e
A.M.C.V.S. Odv (Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada Odv), Biagio Ciaramella.
“Confrontandoci con il rendiconto dei proventi per le violazioni codice della strada, art. 142 comma 14
quater dlgs 285/1992, pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno ed accessibile a tutti i cittadini,
abbiamo constatato che, nella maggiore dei casi, i proventi reinvestiti di tale ammende non raggiungono
il 12,5% di quanto dovuto, sull’intera somma, sui territori per la sicurezza stradale. Tale percentuale
dovrebbe essere reinvestita in sicurezza stradale e progetti di vario genere ad essa collegati, ma ciò, a
quanto constatiamo, non è avvenuto in determinate circostanze – afferma Ciaramella -. Molti comuni
giustificano l’utilizzo dei fondi con le motivazioni del ripristino della segnaletica verticale ed orizzontale e
della riparazione dei manti stradali, ma ci chiediamo: se tali azioni vengono poste in essere, perché
continuano ad esserci lamentele dei cittadini e morti sulle strade? Per tale motivo, chiediamo al Ministero
dell’Interno, in possesso di tutta la documentazione ufficiale, di segnalare alla Corte dei Conti tutte le
mancanze dei comuni negli anni 2021 – 2022 e 2022 – 2023”.
Una battaglia in relazione ai proventi per la legge 208 che le associazioni portano avanti da quasi 15
anni, tanto che fu il partito di Forza Italia ad effettuare le prime interrogazioni in parlamento per giungere
ai primi emendamenti. Solo nel 2022, sono state fornite le prime istruzioni operative sulla
rendicontazione dei proventi delle sanzioni derivanti dall’accertamento delle violazioni, così come
riportato dal “Giornale dei comuni” (https://gdc.ancidigitale.it/dait-istruzioni-operative-sulla-
rendicontazione-dei-proventi-delle-sanzioni-derivanti-dallaccertamento-delle-violazioni/). In un articolo
pubblicato su tale testata in data 7 marzo 2023, si legge: “E’ stata pubblicata sul sito del Dipartimento per
gli Affari Interni e Territoriali (DAIT) del Ministero dell’Interno la Circolare DAIT n.25 del 3 marzo 2023
avente ad oggetto: Articolo 142, comma-12 quater, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
Rendicontazione dei proventi delle sanzioni derivanti dall’accertamento delle violazioni. Anno 2022
(rendicontazione 2023) – Istruzioni operative. L’art.142, comma 12-quater, del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, prevede l’obbligo per ciascun ente locale (comuni, unioni di comuni, province e città
Metropolitane) di rendicontare, entro il termine del 31 maggio di ciascun anno, i proventi relativi alle
violazioni del Codice della strada dell’esercizio precedente. La compilazione della certificazione, da
trasmettere a partire dal 15 marzo 2023 ed entro le ore 23:59 del 31 maggio 2023, per la compilazione e
la trasmissione dei dati relativi ai proventi dell’anno 2022 si rimanda, in via generale, a quanto già
disposto per le precedenti annualità con circolari F.L. n. 14 del 9 luglio 2020 e F.L. n. 21 del 20 aprile
2021 consultabili sul sito della Direzione Centrale per la Finanza Locale”.
Obblighi da rispettare per i quali Ciaramella invoca l’intervento del Ministero: “Saremo vigili nel
documentare quanto ci sarà riportato dai cittadini e tutte le negligenze saranno prontamente segnalate
alla Corte dei Conti”.