Questa volta sono pienamente d’accordo con il Ministro degli esteri della confederazione russa Lavrov: “occorre finalmente creare lo Stato della Palestina, l’unico modo per mettere fine ai massacri nella striscia di Gaza, in Cisgiordania ed in tutto il medio oriente.” Stavolta ci ha preso in pieno il ‘falco’ dell’amministrazione Putin, anche se gli si potrebbe obiettare che lo stesso vale per la Russia, che si decidesse una buona volta a ritirare il suo esercito per porre fine ai massacri in Ucraina. Ma questo è un altro tema. Addirittura potremmo pensare che l’offensiva di Hamas abbia potuto avere anche, come secondo fine, quello di distogliere l’attenzione dalla guerra Russo-Ucraina.
Ma torniamo al medio Oriente. Fulmine a ciel sereno il sanguinoso attacco delle milizie di Hamas lungo il confine della striscia di Gaza con Israele, con uccisioni, massacri , sequestri ed ostaggi deportati in luoghi segreti nei palazzi della striscia di Gaza abitati sia da miliziani che da inermi civili, così come da inermi civili erano abitati i Kibbutz israeliani assaliti dai miliziani di Hamas.
Una lunga scia di sangue prende le mosse dall’insediamento degli ebrei provenienti da tutto il mondo nei territori occupati da circa 18 secoli da popolazioni arabe, dopo la Diaspora seguita alla distruzione del tempio di Gerusalemme da parte dei soldati dell’imperatore Tito, nel 135 d.C., gli ebrei scampati alla morte ed alla schiavitù migrano per ogni dove nel mondo conosciuto, e, più tardi emigreranno dalle comunità europee e da quelle asiatiche, in massa nelle Americhe ed in particolare negli Stati Uniti. Non è la prima diaspora , essendo preceduta prima dalla deportazione in babilonia da parte degli assiro-babilonesi, e successivamente in Egitto, da cui Mosè lo riportò nella terra promessa Canaan che i romani cominciarono a chiamare Palestina. Un popolo, quello ebreo che , benchè popolo eletto aveva dovuto subire lutti e traversie inimmaginabili, lungo tutto il corso della Storia. E per ultima la Shoà, la deportazione e l’uccisione di circa 6 milioni di ebrei nei campi di sterminio nazista, durante la seconda guerra mondiale. Le potenze alleate vittoriose sul nazifascismo valutarono che un tale popolo martire della Storia e della crudeltà umana, dovesse essere indennizzato, mediante la creazione di uno Stato nazionale che dovesse sorgere lì dove esisteva, appunto prima dell’ultima diaspora, la colonia romana della Palestina. Per fare ciò occorreva far evacuare le popolazioni palestinesi che erano rimaste, alcune ancora in forma di tribù di pastori nomadi, come del resto erano gli stessi ebrei prima della diaspora, altri occupavano ed erano cittadini degli stati confinanti, Libano, Egitto, Giordania e Siria. Questi stessi Stati temevano enormemente questo fatto perché avrebbe riversato nei loro territori qualche milione di profughi sbandati, affamati e privi di tutto, essendo stati, come sarebbero stati , espropriati dei loro terreni e dei pascoli delle proprie greggi. Una bomba socio-economica su paesi retti da regimi tutt’altro che democratici che si sarebbero trovati, regime democratico a parte, nelle stesse condizioni in cui oggi e da diversi decenni, si trova l’Italia e si potrebbe trovare l’intera Europa a causa dei migranti dall’Africa. Cionondimeno ciò non fece desistere gli anglo-francesi, col pronubo beneplacito degli Stati Uniti d’America, manu militari, nel 1948, coi loro eserciti, disperdendo le tribù palestinesi, e creando lo Stato di Israele. Ovviamente già questo comportò milioni di profughi e migliaia di morti durante l’evacuazione forzata dei palestinesi nativi, che pascevano le loro greggi e le loro mandrie in quelle terre da millenni. Ma la Soria va corretta , pensarono le potenze alleate. Peccato che tutte le ‘correzioni’ della Storia inferte manu militari, pretendono di ristorare morti, feriti e profughi subiti da alcuni, con profughi, morti e feriti in danno di altri. E non c’è una sola guerra che non sia iniziata così, con questa forsennata pretesa di correggere i torti della Storia. La volontà di potenza, direbbe Nietscke. E mica fini’ qui . Aggiungerò soltanto che la proclamazione dello stato di israele avvenuta il 14 maggio del 1948, ebbe luogo con il pieno accordo nel consiglio di sicurezza dell’ONU, tra Russia ed USA, ed è qui che la ‘nota’del Ministro Lavrov si aggancia. Senza la Russia nessun accordo pacifico e sperato tale si potrà mai raggiungere , in Medio Oriente o altrove nel mondo. All’indomani della proclamazione dello Stato di Israele che era in precedenza un protettorato Britannico, i popoli arabi riuniti in lega, invasero Israele. Si trattava degli eserciti di Egitto, Iraq, Arabia Saudita ( di qui la considerazione svolta da alcuni commentatori politici, che sia stata proprio la paventata ‘pace’ tra Israele ed Arabia Saudita, a scatenare l’azione militare di Hamas.), Libano, Yemen e Siria. Gli invasori arabi, subirono però una pesante sconfitta militare che permise alle truppe israeliane di arrivare fino a Gerusalemme, con l’aiuto militare decisivo di Francia e Gran Bretagna sul campo di battaglia e degli Stati Uniti per la fornitura di armi e mezzi, anche e soprattutto finanziari. Inizialmente le fazioni che si rivoltarono contro Israele decretando come loro unico scopo quello della distruzione dello Stato e del popolo ebraico, erano capeggiate dall’organizzazione denominata ‘Al Fatah’, il cui leader era Yasser Arafat. In seguito questa organizzazione terroristica si scisse in due rami, quella più moderata e che propugnava il ritiro dalle azioni terroristiche, OLP, organizzazione per laliberazione della Palestina, che voleva ottenere in cambio di una soluzione pacifica del conflitto, la creazione dello Stato della Palestina, da destinare ai numerosi profughi palestinese trovatisi senza terra e senza patria, dalla proclamazione dello Stato d’Israele, ed i seguaci di Hamas il cui imperativo era sempre e solo la distruzione di Israele. Poi vi furono la guerra con l’Egitto nel 1956, in cui gli eserciti israeliani poterono contare sull’aiuto militare sul campo, oltre che di mezzi, di francesi ed inglesi, che volevano impedire al capo dell’Egitto Nasser, di nazionalizzare il canale di Suez, via marittima strategica per evitare la circumnavigazione dell’africa, entrando direttamente nel mar rosso e poi nell’Oceano Indiano verso le Indie e l’estremo oriente. Vi fu ancora un’altra guerra nel 1967, la guerra dei sei giorni, in cui gli israeliani che avevano acquisito una superiorità aerea schiacciante grazie agli aerei americani, gli F14 e francesi i Mirage, inflissero la distruzione a terra degli aerei egiziani e siriani, cosicché il loro esercito potette avanzare senza quasi incontrare resistenza, coi mezzi corazzati e le fanterie, ed occupando a nord le alture del Golan in territorio Siriano, ed il Sinai a sud in territorio egiziano, e, nonostante numerose risoluzioni del consiglio di sicurezza dell’ONU, che, terminata la guerra che durò appena sei giorni, una guerra lampo, vinta dal generale ebraico MOshè Dayan, ordinavano ad Israele di ritirarsi dai territori occupati, ma Israele adduceva come scusa per rimanere in loco , che le dette postazioni erano pregiudiziali per una efficace difesa del proprio territorio da parte di possibili attacchi. Tanto qualsiasi azione militare delle truppe dell’ONU, dei caschi blu, qualora fosse proposta al consiglio di sicurezza dell’ONU per l’inadempienza di Israele al ritiro, sarebbe stata bloccata dal veto americano. Si potrebbe dire tanto su questo ma mi taccio enunciando solo la mia contrarietà poiché questo organo è solo al servizio dei più forti. Ad ogni modo Egitto e Siria, che nel frattempo si erano guadagnate l’appoggio dell’Unione Sovietica, e così per l?iraq di Saddam Hussein, stufa del fatto che sulla scena mediorientale le sole potenze occidentali dettassero legge in favore di Israele. Poi vi fu la guerra del Kippur scoppiata proprio in ottobre , in cui soprattutto Egitto E Siria tentarono di liberare i territori occupati da Israele nella guerra dei sei giorni, ma le grandi potenze riuscirono a fermare la guerra preoccupati anche del rialzo enorme dei prezzi dei prodotti petroliferi su azione dell’OPEC , l’organizzazione mondiale dei produttori di greggio che aveva nei paesi arabi i maggiori azionisti. Si arrivò poi alla pace di Camp David in cui il presidente Egiziano Sadat firmò davanti al presidente degli Usa Jimmy Carter la pace con il presidente israeliano Yzak Rabin e come condicio sine qua non, occorreva por mano alla creazione dello Stato della Palestina. Entrambi furono uccisi in tempi diversi dagli estremisti arabi ed israeliani . Poi ci furono i massacri di Sabra e Shatila ad opere dei miliziani cristiano-maroniti con la complicità dello Stato di Israele, ed in cui furono massacrati anche i caschi blu francesi dell’Onu, che avrebbero dovuto interporsi, ed infatti si interposero perdendo la vita. Poi vi furono le varie Intifadah, con assalti a mani nude e lancio di pietre da parte dei palestinesi contro le truppe israeliane a Gerusalemme sulla spianate delle moschee a cui i soldati con la stella di Davide risposero con le armi da fuoco. Insomma, per farla breve dello Stato della Palestina neppure l’ombra. Il Presidente fantoccio della nuova Palestina Abu Mazen, non ha alcun potere, né popolo, né teritorio. Rimane Hamas a ricordare tragicamente e sanguinosamente che lo Stato della Palestina è tempo che si faccia. Senza ‘se’ e senza ‘ma’. Così nessuno così, avrà più alibi per attaccare Israele e si interromperà la scia di sangue che ha già mietuto centinaia di migliaia se non milioni di morti.