Questo il documento elaborato dal Consiglio Direttivo dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Caserta in merito alla dolorosa vicenda del piccolo Domenico:
“Si esprime il proprio più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico, tragicamente scomparso presso l’unità operativa di Cardiochirurgia dell’Ospedale Monaldi. In questo momento di immenso dolore, l’intera comunità medica condivide il lutto e rinnova il massimo rispetto per i familiari, restando in attesa che la magistratura e le autorità competenti facciano piena luce sull’accaduto. Siamo certi che la giustizia farà il suo corso nel rigoroso rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, poiché è indispensabile che ogni valutazione sia affidata esclusivamente alle sedi istituzionali preposte, evitando anticipazioni o ricostruzioni sommarie che rischiano di trasformarsi in processi mediatici paralleli.
Preoccupa, infatti, il clima comunicativo che si è generato attorno alla vicenda, con narrazioni che spesso sembrano attribuire responsabilità “a priori” senza il supporto di accertamenti tecnici definitivi. Tale approccio non solo lede la dignità dei professionisti coinvolti, ma compromette la fiducia dei cittadini nel Servizio Sanitario Nazionale, un sistema che resta tra i più autorevoli al mondo per qualità delle cure e aspettativa di vita. Tuttavia, è necessario riconoscere con onestà che oggi domina l’opinione comune che il risultato medico sia garantito quasi per diritto costituzionale; l’attenzione cade spesso sulla degenza o sull’esito estetico, dimenticando che i medici sono uomini e, come tali, soggetti all’errore, specialmente quando operano in contesti dove le risorse non soddisfano appieno il bisogno di salute.
L’Ordine di Caserta esprime dunque una forte vicinanza ai colleghi e agli operatori del Monaldi che, in questa disgrazia, si sono trovati a operare entro i limiti evidenti del nostro sistema. In Italia, le risorse destinate alla sanità non sono sufficienti a garantire condizioni ottimali, il che comporta turni emergenziali, carenza di personale e gravi difficoltà nell’aggiornamento professionale continuo, come dimostrato dai dati Co.Ge. APS sul debito formativo dei medici in Italia. Molte strutture sanitarie, specialmente quelle pubbliche, non sono istituzionalmente accreditate e spesso non possiedono ancora i requisiti necessari per l’accreditabilità. A questo proposito, sorge una provocazione necessaria: chi chiederebbe mai a un astronauta di partire per la Luna su un veicolo non a norma, o a un ingegnere di costruire un grattacielo ignorando le leggi antisismiche o antincendio? Eppure, quotidianamente, la politica e le istituzioni autorizzano i medici a fare salute in condizioni di estrema precarietà.
Nonostante l’eccellenza dei nostri professionisti, l’ultraspecializzazione e le moderne tecnologie impongono protocolli sempre più rigidi che spesso si scontrano con condizioni ambientali sfavorevoli. Per questo l’Ordine richiama l’attenzione su punti imprescindibili: il rispetto dei principi deontologici dell’informazione, affinché il diritto di cronaca sia esercitato con equilibrio; la tutela della dignità degli operatori per evitare che narrazioni sensazionalistiche alimentino episodi di violenza; e, infine, un impegno concreto delle istituzioni per garantire sicurezza e risorse adeguate agli operatori sanitari. Solo attraverso il rispetto delle regole, la responsabilità istituzionale e un confronto serio sulle criticità del sistema si potrà tutelare realmente il diritto alla salute dei cittadini e la dignità di chi, ogni giorno, dedica la propria vita alla cura degli altri”.