Riceviamo e pubblichiamo la nota del Gruppo Consiliare “Movimento Giovane” di Castel Morrone composto dai consiglieri Antonio Riello e Marco Chirico.
Con la sentenza della Corte costituzionale n. 17/2026 si spalancano le porte dello scioglimento del consiglio comunale di Castel Morrone. Infatti la Corte ha riaffermato la perentorietà del termine di tre mesi per l’approvazione del bilancio riequilibrato, decorrenti dalla nomina con decreto del Presidente della Repubblica del funzionario prefettizio (OSL) per la gestione del dissesto dell’Ente.
Tra l’altro la Corte ha precisato che l’incuria che conduce al dissesto degli enti territoriali e la mancata approvazione degli atti di gestione nei termini di legge interrompono il legame fiduciario che caratterizza il mandato elettorale e la rappresentanza democratica tale da causare lo scioglimento del consiglio comunale.
Del resto, era abbastanza prevedibile che la Corte Costituzionale avesse potuto confermare il suo precedente del luglio 2025 dato che, sulla scorta di un caso identico a quello del comune tifatino, lo stesso TAR Campania e il Consiglio di Stato non avevano avuto dubbi nel concedere nell’ottobre scorso un provvedimento cautelare d’urgenza di scioglimento, ma poi il TAR inopinatamente decise di attendere comunque la sentenza della Corte Costituzionale per il caso specifico del comune di Castel Morrone.
Peraltro va ricordato che la giunta comunale si è costituita presso la Corte senza nessun motivo aggiuntivo rispetto al precedente e identico giudizio del luglio 2025 sperperando soltanto altri ottomila euro del Comune in difficoltà finanziaria.
Adesso è compito della Prefettura di Caserta ristabilire la legittimità amministrativa presso l’ente locale con la nomina del commissario straordinario.