DI GIOVANNI RAIMONDO
NAPOLI. La cocaina tagliata dai bambini di 10-14 anni che con area seria lavorano davanti a montagne di polvere bianca per dare una mano al clan,girando poi in sella ai motorini per i vicoli del borgo di Santa Lucia , per vendere la dose ai consumatori. Oltre alla cocaina confezionavano anche dose di hashish e marijuana, che poi le loro mamme rivendevano. Era un mercato a cielo aperto. I carabinieri grazie alle telecamere hanno potuto compiere la retata arrestando 45 persone, accusate di associazione di tipo mafioso, finalizzato alla spaccio di droga ed estorsioni. I bambini erano usati come cassieri d’incasso poichè nessuno si sarebbe azzardato a mettere le mani su di loro. Sono state effettuate anche molte estorsione a ristoranti del lungomare e a negozi della zona più ricca della città. Chi non pagava, veniva intimidito con colpi di pistola in aria. Inoltre chi acquistava la cocaina, erano anche tassisti che poi la rivedevano ai loro passeggeri più affezionati. Tra gli arrestati ci sono 17 donne infatti. Il ruolo della donna nell’ambito criminale è molto importante oramai e coinvolgere i bambini in attività illecite, è sintomo di degrado morale, culturale e psicologico.L’unico modo per far si che i bambini nati da gente malavitosa, si salvano, è quelli di allontanarli da quel contesto e darci un futuro migliore. Coinvolgere i bambini in attività illecite, significa ammazzare la nuova generazione e con lei tutti i talenti.