Napoli – “Giù le mani da Napoli”, un cortometraggio di Lino Di Benedictis

Questo cortometraggio è ispirato dalla fiducia nel futuro della Napoli migliore ed è dedicato a Luciano De Crescenzo e si terrà a Napoli il 6 novembre 2019 ore 18.00 presso lo spazio comunale "Piazza Forcella", dove è ubicata anche la biblioteca Annalisa Durante

NAPOLI – Questo cortometraggio è ispirato dalla fiducia nel futuro della Napoli migliore ed è dedicato a Luciano De Crescenzo e si terrà a Napoli il 6 novembre 2019, con inizio alle ore 18:00 presso lo spazio comunale “Piazza Forcella” a Napoli, dove è ubicata anche la biblioteca Annalisa Durante. Parla di Napoli, delle sue luci e delle sue ombre, dei problemi che l’assillano ancora oggi, della vita reale della sua gente che si svolge nel bene e nel male nel suo ventre molle, nei quartieri, nelle strade e nei vicoli.

Il protagonista è Pio (interpretato da Francesco Pio Melillo), il ragazzino che tiene le fila della storia. La sua è una famiglia come tante a Napoli, una famiglia di gente che lavora onestamente per andare avanti. Il padre Salvatore (interpretato da Pietro Ioia), malgrado tante difficoltà, è riuscito a realizzare il suo sogno di aprire una pizzeria a Forcella. Quest’ uomo è molto rispettato nel quartiere, la gente lo apprezza e gli vuole bene, ma il rispetto se lo guadagna lavorando onestamente, con dedizione e sacrificio per portare avanti la sua attività. Il percorso che il ragazzo compie da casa alla pizzeria di famiglia rappresenta un breve, simbolico viaggio nella contraddittoria realtà di questa nostra città, con la quale ci troviamo a fare i conti ogni giorno.

Pio deve recarsi in pizzeria per aiutare il padre, ma, come tutti i bambini, lungo il tragitto si “intallea”, se la prende con calma e allunga il percorso, preso dallo stupore infantile e dalla curiosità di osservare la città e la gente che ci vive, il fervore delle attività giornaliere che in essa si svolgono. Nel tragitto per le strade e i quartieri (Borgo di Sant’Antonio, Forcella) Pio ha l’occasione di vedere le cose belle e le cose brutte della città, si interroga sulle cose losche e strane che vede, è spinto alle sue prime riflessioni, prosegue la sua crescita interiore, conosce meglio la città e la sua gente, saluta (e rinsalda i legami) con le persone buone e semplici che stimano il padre e la sua famiglia, una famiglia per bene, che, nonostante tutto, vuole tirare avanti onestamente, contribuendo così a costruire un futuro migliore per la comunità.

La spontaneità di Pio e la sua istintiva reazione alla prepotenza aiuta il padre ad abbattere il muro della paura. Egli affronta con il coraggio dell’ingenuità e dell’innocenza puerile il losco individuo che si presenta a fine mese nella pizzeria di famiglia per imporre la tangente.