Nel casertano attività commerciali in cenere: sabotati dalla camorra?

 di Alessandro Fedele

CASERTA – La notte scorsa sia Marcianise che San Nicola La Strada erano avvolte dalle fiamme. Questa volta ad ardere erano il Caseificio Bellopede, noto a tutti per le passate vicende giudiziarie e poi il supermercato Pellicano di via Manzoni, al confine tra Caserta e San Nicola L.S.. La prima pista seguita dai Vigili del Fuoco fa pensare ad un incendio originatosi da un corto circuito. La ricostruzione dei fatti di cronaca, invece, ci porta a ben altra pista.
Non molte settimane fa avevamo parlato di un possibile collegamento tra la costruzione dei nuovi centri commerciali, il pizzo e il riciclaggio di danaro.
Poi, se torniamo in dietro di pochissimi giorni, ricorderemo che prima a Maddaloni, in via Carrone, un incendio aveva devastato il deposito di cassette di plastica e legno, oltre che un mezzo pesante per il trasporto. Le indagini preliminari dei Carabinieri su questo caso parlano però di incendio doloso per mano di un rivale commerciante.
A Sessa Aurunca, il secondo caso, dove a prendere fuoco è stato il noto pub Theatro e anche questa volta la causa del rogo era dolosa.
Non bisogna poi dimenticare gli incendi delle discariche e delle aziende di materiali tossici, anche se questo collegamento al momento risulta forzato.
Ben due attività citate sopra alle loro spalle hanno casi documentati di estorsione, motivo per il quale entrambi finirono in ginocchio già una volta.
Poiché troppo spesso la mano camorristica è presente, anche questa volta sembra lecito pensare ad un sabotaggio in stile mafioso. Tutti e quattro i locali commerciali potrebbero servire come terreno libero per la costruzione di nuovi centri commerciali. Ci si chiede allora se gli incendi siano terminati, perché in caso contrario questa ipotesi potrebbe ulteriormente avvalorarsi.