” Stanno violando tutte le norme a tutela dei lavoratori , sia la Asl Ce sia la nuova azienda. Da oggi si occuperanno i presidi con lo sciopero ad oltranza di tutti i dipendenti”. Queste le parole di Antonella Acanfora, Segretaria del Sindacato Flaica Cub che ieri è sceso in campo , ancora una volta, al fianco dei dipendenti dell’appalto pulizie Asl Ce. Già dalle ore 8.00 la sede della Asl di Caserta , in via Unità d’Italia , era presidiata dalle forze dell’ordine. Gli addetti dell’appalto alle pulizie Asl da circa un mese stanno portando avanti la battaglia per scongiurare i 200 licenziamenti che la nuova ditta Cm di Ivrea dovrebbe porre in atto . La polizia è stata allertata in tenuta antisommossa mentre il Commissario Asl, Gaetano Danzi, è assente dal lavoro per malattia fino al prossimo 4 gennaio. A gestire al suo posto la complicata vicenda la Dott.ssa Di Lorenzo alla quale le parti sociali rimproverano indifferenza verso l’intera situazione economica, professionale e sociale dell’appalto pulizie Asl. Una brutta situazione di malasanità e di malaoccupazione nella quale prevale solo la disperazione dei 388 lavoratori dell’appalto e delle loro famiglie. Una disperazione che ha lasciato dietro di sè la vita perduta della giovane dipendente Antonella Fatone e per la quale nelle scorse settimane il Vescovo di Caserta, Monsignor Giovanni D’Alise, ha celebrato una Santa Messa in largo Sant’Agostino. ” I lavoratori – spiega Antonella Acanfora Segretaria – non possono essere licenziati perchè fino al giorno 3 dicembre è in atto la sospensiva del Tar in ordine al bando di gara”. Il problema riguarda la mancata concessione della proroga all’azienda uscente e questo , secondo le organizzazioni sindacali, non definisce la posizione giuridica dei lavoratori. ” Senza proroga- spiega Antonella Ancanfora- per chi lavorano i dipendenti?” . E’ questo il terzo sciopero che i dipendenti dell’appalto mettono in atto . ” L’entrata di questa azienda- dice Antonella Acanfora- è incomprensibilmente voluta dalla Asl Ce nonostante che noi abbiamo messo in campo scioperi, manifestazioni, sit in nei quali abbiamo coinvolto l’intera cittadinanza”. La guerra della disperazione, dunque, continua.