Nuova Gazzetta di Caserta del 3 novembre 2015. Clp spa: il 4 novembre il Tar Campania si pronuncia per l’interdittiva antimafia.

Vicenda Clp spa .Nei giorni scorsi la maxi proroga ai Commissari da parte della Prefettura di Napoli ai Commissari Vincenzo Molisso e Giovanni Armonioso fino a dicembre 2016. Nel frattempo, è attesa per domani 4 novembre la sentenza Tar Campania che deve decidere in merito ai due provvedimenti di interdittiva antimafia emessi nei confronti della società a cui è stato affidato il trasporto pubblico su gomma in Campania. Nella tortuosa vicenda Clp spa , società fondata da Carlo Esposito, si va ad inserire anche la questione della ex Acms , azienda pubblica del tpl , che , nel 2012 , fu affidata in gestione provvisoria, per due anni, alla Clp spa. Da quell’affidamento sono trascorsi ben oltre due anni e tutte le istituzioni sembrano avere dimenticato che , innanzi tutto, deve essere risolta anche la vicenda ex Acms, i cui dipendenti, peraltro, sono rientrati, a questo punto non si capisce per quale ragione,nella procedura collettiva di licenziamento prevista dai Commissari Molisso e Armonioso. Tutto tace per la ex Acms , nei cui confronti anche la Clp spa non ha rispettato gli accordi sindacali come l’assunzione dei fuoriusciti dall’azienda pubblica casertana. Nel mese di settembre dello scorso anno la Senatrice Vilma Moronese del Movimento 5Stelle presento’ una interrogazione a risposta scritta sulla ex Acms. Da quel momento è calato il silenzio sulle sorti della ex Acms. In quella occasione la Senatrice Moronese chiese se il Governo fosse a conoscenza dei fatti inerenti alla vicenda relativa al trasporto pubblico locale in Campania e se intendessero assumere iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, volte all’accertamento dei fatti per constatare il regolare affidamento e svolgimento del servizio di trasporto pubblico alla società CLP SpA nella Provincia di Caserta. L’Acms – Azienda Caserta Mobilità e Servizi Spa- era un’azienda interamente pubblica i cui soci erano gli enti locali, la Provincia di Caserta e la città di Caserta assieme ad altri 42 Comuni del casertano, affidataria del TPL (Trasporto pubblico locale) su gomma della provincia di Caserta. Con la sentenza n. 52 in data 21 luglio 2009 il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dichiarava insolvente l’ACMS SpA in liquidazione. Questo il dispositivo della sentenza di fallimento emessa in data 21 marzo 2012 dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere che dispose la conversione della procedura di amministrazione straordinaria in oggetto in procedura di fallimento di ACMS SpA in liquidazione, sede in Caserta in persona del commissario straordinario ” Lo stato di insolvenza dell’Acms- spiega Vilma Moronese nella interrogazione scritta del 2014 – non fu provocato dai debiti contratti, bensì dai crediti mai riscossi da parte di altri enti”. Questo l’iter della ex Acms: in data 7 ottobre 2011 l’azienda viene ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria- in data 21 febbraio 2012 il commissario straordinario chiede di disporne il fallimento al tribunale di Santa Maria Capua Vetere; in data 22 marzo 2012 il tribunale di Santa Maria Capua Vetere dichiara il fallimento dell’ACMS; in data 5 aprile 2012 presso la sede della Giunta regionale della Campania, nell’ambito della riunione cosiddetta “vertenza ACMS” si dà atto che la curatela fallimentare deve considerare cessata l’attività aziendale e che pertanto si”provvederà all’immediato licenziamento ex art. 4 e 24, legge 223/91 di tutto il personale della società fallita”. Ci chiediamo: per quale ragione i dipendenti della ex Acms furono licenziati , per poi essere riassunti dalla Clp spa, dal momento che l’azienda pubblica casertana passava solo in gestione temporanea alla società di Carlo Esposito?