NUOVO DECRETO/IL COPRIFUOCO POTREBBE ESSERE SPOSTATO ALLE ORE 23

Il neo governo Draghi sta analizzando e vagliando altro decreto per quel che concerne il coprifuoco e/o eventuali aperture.

Il coprifuoco resta, anche se l’orario  verrà probabilmente allungato fino alle ore 23. Si è anche discussa la possibilità di portare il coprifuoco a mezzanotte nei prossimi giorni, anche se tale ipotesi sembra perdere punti e non trovare eventuale spazio all’interno del nuovo  decreto chr l’esecutivo si prepara a varare. 

Secondo indiscrezioni,  al posto dell’indice di contagio potrebbe diventare determinante l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva.

Nel nuovo decreto del governo Draghi ci sarà anche altro: il settore del wedding ripartirà a metà giugno mentre i centri commerciali potranno tornare ad accogliere clienti anche nei fine settimana forse già dal 22 maggio. Ma attenzione a questa data perché potrebbe essere determinante.

Ma per adesso una cabina di regia nel governo e il successivo consiglio dei ministri che mette a punto le decisioni non sono ancora in programma. Perché Draghi potrebbe anche convocare le riunioni nel week end tra il 15 e il 16 maggio. Dopo aver valutato i dati del contagio presenti nel report dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute. E dopo aver soppesato anche quello che ha fatto notare il ministro Roberto Speranza.

Ma intanto nella maggioranza c’è fibrillazione. “La priorità è riaprire. Basta con il coprifuoco, fidiamoci degli italiani. Già a inizio maggio si può prendere atto che i dati migliorano. Bisogna premiare gli italiani”, ha detto ieri Matteo Salvini. “Conto che entro la settimana il governo prenda atto che non si può continuare a tenere chiuse centinaia di attività. Si può tornare a vivere”, ha aggiunto il leader della Lega.

Intanto le scene di rilassamento e abbandono delle precauzioni sanitarie viste in Spagna nella notte tra sabato e domenica, la prima senza coprifuoco in gran parte del Paese, hanno fatto scattare l’allarme tra gli epidemiologi, che temono un aumento di contagi di Covid soprattutto fra i giovani. Siccome questa fascia della popolazione non è ancora vaccinata, per queste persone “i rischi e le probabilità di contagiarsi sono le stesse di prima” ha detto in conferenza stampa Fernando Simón, responsabile dell’emergenza Covid del ministero della Sanità.