Un minorenne è entrato in classe con un coltello lungo quindici centimetri. I carabinieri lo hanno sequestrato dopo la segnalazione dei compagni.
Il fatto
Lo studente aveva nascosto la lama nello zaino. Secondo quanto emerso, era pronto a usarla contro un obiettivo non ancora precisato. Alcuni compagni hanno notato il coltello e hanno avvertito il dirigente scolastico. La scuola ha attivato immediatamente le procedure di sicurezza. I carabinieri sono intervenuti nell’istituto e hanno sequestrato l’arma. Le autorità stanno valutando il contesto familiare e scolastico, oltre alle motivazioni del gesto.
Il contesto
L’episodio arriva a pochi giorni dall’omicidio di La Spezia. In quell’occasione, il diciottenne è stato ucciso da un compagno di scuola. Il movente sarebbe legato a questioni di gelosia. La vicinanza temporale tra i due fatti accresce l’allarme. Scuole, famiglie e istituzioni avvertono un clima di fragilità diffusa. La presenza di armi tra i banchi non è più un’ipotesi remota.
Prevenzione e responsabilità
Le scuole restano luoghi sicuri. Tuttavia, il disagio giovanile chiede strumenti nuovi. Servono ascolto, presidio educativo e collaborazione con le famiglie. La segnalazione dei compagni ha evitato conseguenze gravi. È un segnale importante. La comunità scolastica può diventare il primo argine al rischio. Investire in prevenzione significa rafforzare sportelli di ascolto, educazione emotiva e presenza adulta. La sicurezza non si costruisce solo con controlli, ma con relazioni capaci di intercettare il malessere prima che diventi violenza.
(Foto ANSA)