Perché Oppenheimer è un film necessario in questo periodo storico

“Prometeo rubò il fuoco agli dei e lo diede all’uomo…”
Sabato scorso la visione del film del momento – Oppenheimer – dedicato all’uomo passato alla storia come colui che rese possibile l’invenzione della prima bomba atomica, non è stata solo un’esperienza sicuramente interessante da un punto di vista cinematografico, considerata l’indiscussa bravura del regista Christopher Nolan e di un cast di primissimo livello, è stata parimenti un’occasione di riflessione riguardo le responsabilità dell’essere umano nel determinarsi e nel prendere decisioni in grado di cambiare completamente il corso della storia.
Il regista alla sua prima opera biografica alterna passato prossimo e passato remoto, così come colore e bianco e nero. Un’opera fluviale (tre ore), complessa e ricca di suggestioni visive e sonore.

Cinema della percezione, frammenti storici, sequenze oniriche e flusso di coscienza.
Il tempo – in un racconto cinematografico di tre ore – ha un ruolo chiave per potersi avvicinare a una mente geniale. Pochi secondi sembrano dare l’illusione di eternità, alcuni minuti possono avere il respiro epico di ore. Poche ore non bastano a contenere una vita. Allo stesso modo, lo scienziato al centro della scena ha la sensazione di onnipotenza. Poi fragilità estrema, tormento, sconfitta.
Ed è questo il tema fondamentale: la fragilità di una mente geniale davanti alla possibilità di diventare onnipotente decidendo le sorti del mondo intero aprendo il vaso di Pandora: un mondo basato sul nucleare.
Ed è quando si rende conto di essere stato usato per motivi geopolitici che realizza quanto – per l’essere umano – giocare a dadi con armi di distruzione di massa possa essere un esercizio pericolosissimo.

Nel settembre 1945 la rivista Scientific Monthly scriveva che «I moderni Prometei hanno fatto di nuovo irruzione sul Monte Olimpo e hanno riportato all’uomo le stesse saette di Zeus». Una frase che richiama anche il titolo del famoso romanzo di Mary Shelley Frankenstein o il moderno Prometeo.

Riflettere ancora su fatti risalenti a quasi 80 anni fa potrebbe sembrare ormai un esercizio da relegare a studi di storia recente, ma purtroppo è invece quanto mai attuale. Vengono alla mente le minacce da parte della Russia di Putin, che più volte non ha escluso di usare anche le proprie armi nucleari nel conflitto in Ucraina.
Uso di una minaccia nucleare come deterrente? Lo si spera, ce lo auguriamo.