Scontri a Torino: la procura valuta il reato di devastazione

Doveva essere una manifestazione pacifica, ma si è trasformata in una giornata di violenza urbana.
È quanto emerge dagli atti sull’evento del 31 gennaio scorso a Torino, durante la manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna. Secondo la procura, in alcune fasi il corteo avrebbe assunto caratteristiche di forte aggressività, con un’escalation che ha coinvolto direttamente le forze dell’ordine.

 

 

L’aggressione al poliziotto

Nel corso degli scontri è rimasto ferito un agente in servizio presso il reparto mobile di Padova.
In un video diffuso dalla Polizia, l’agente appare circondato e colpito con calci, pugni e oggetti contundenti. L’agente ha riferito di sentirsi “amareggiato”, ma di aver gestito la paura grazie all’addestramento ricevuto. Ha parlato di una violenza improvvisa e generalizzata nei confronti degli operatori in servizio.

Indagini e ipotesi di reato

La procura di Torino sta valutando l’ipotesi di devastazione, un reato punito con pene molto severe.
Al momento risultano indagate 24 persone a piede libero, con età comprese tra i 19 e i 45 anni. A queste si aggiungono tre arrestati, comparsi davanti al giudice per l’udienza di convalida. I reati contestati, a vario titolo, includono resistenza e violenza a pubblico ufficiale, travisamento e porto di armi improprie.

Le posizioni degli arrestati

Uno degli arrestati, individuato come possibile autore dell’aggressione al poliziotto, ha negato ogni responsabilità. Durante l’audizione si è detto “inorridito” dal pestaggio, esprimendo solidarietà all’agente ferito. Ha inoltre dichiarato di essersi trovato casualmente in mezzo agli scontri, senza avervi partecipato attivamente. Le indagini, tuttavia, proseguono per chiarire ruoli e responsabilità individuali.

La pista dell’organizzazione

Secondo gli investigatori, almeno 1.500 manifestanti avrebbero agito in modo coordinato in corso Regina Margherita. L’assalto sarebbe avvenuto a breve distanza dalla palazzina già sede del centro sociale, sgomberata a dicembre. La Digos sta cercando di capire se vi sia stata una regia e una pianificazione preventiva delle azioni violente.

I controlli e il fronte internazionale

Nei giorni precedenti la manifestazione, i controlli ai valichi di frontiera e nelle stazioni hanno portato all’identificazione di 54 cittadini stranieri. Provengono da diversi Paesi europei ed extraeuropei, tra cui Francia, Germania, Spagna e Belgio. Gli investigatori ritengono che l’appello alla mobilitazione abbia superato i confini nazionali.

La posizione di Askatasuna

In un documento diffuso online, Askatasuna ha definito la manifestazione un “successo politico”.
Secondo il centro sociale, circa 50mila persone sarebbero scese in strada contro le politiche del governo Meloni. Una lettura che si scontra con la valutazione degli inquirenti, ancora impegnati a ricostruire dinamiche e responsabilità.