Ieri pomeriggio bellissima serata all’insegna della cultura e del mecenatismo, delle tradizioni locali e dell’amore per la storia, del valore della comunità e dell’amore per le proprie radici. Potremmo racchiudere in questi brevi concetti la presentazione del n. 101 della rivista Civiltà Aurunca edita da Caramanica Editore.
Il tutto si è svolto nel salone della Biblioteca Comunale “Gaius Lucilius” del Castello Ducale di Sessa Aurunca. Nomen omen dicevano i nostri Romani. È proprio così. Gaio Lucilio, poeta romano, sessano di nascita, autore di trenta libri di poesie-satire e solo mille frammenti, prutroppo, ci sono giunti. Il Castello Ducale, sorto, forse, sui resti dell’antica acropoli, dimora di una delle più importanti famiglie del Regno di Napoli, anzi delle sette famiglie più importanti, la famiglia dei duchi Marzano. E Marino Marzano fu l’ultimo feudatario Marzano e poi vi furono i duchi Carafa di Stigliano, feudatari per circa un secolo e mezzo e poi per ultimi i duchi di Paternò. Il placito sessano, uno dei primi documenti della lingua italiana, è stato redatto certamente nel Castello Ducale intorno al 963.
Insomma non poteva essere scelto ambiente migliore di questo, perché naturalmente ricco di dotta secolare storia, per la presentazione del n. 101 della quasi quarantennale rivista Civiltà Aurunca. A moderare l’incontro ed a presentare nel dettaglio la rivista e gli sviluppi futuri Silvano Franco (nella foto a destra ed a sinistra il dott. Ugo Zannini), professore di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.
Il prof. Franco ha dato la parola al sindaco della città di Sessa, avvocato Silvio Sasso. Questi ha evidenziato la propria soddisfazione perché la casa editrice e l’intera redazione della rivista hanno scelto l’antica città di Sessa, che è punto di incontro di storia e cultura. Gli ha fatto seguito l’avv. Cristina Compasso, sindaco di Cellole, ma soprattutto figlia del giammai tanto compianto Franco Compasso, fondatore della rivista e uomo politico di elevata cultura. Ed, infatti, ha detto che il suo era un discorso emozionale e non istituzionale. La parola è poi passata all’editore Armando Caramanica, che ha tenuto a sottolineare la continuità del progetto editoriale intrapreso da Fernando Caramanica, suo padre, e che vuole in ogni modo rafforzare nei prossimi mesi, proprio perché Civiltà Aurunca è una rivista consolidatasi nel tempo e punto di riferimento per studiosi delle più diverse aree geografiche e culturali.
Dopo i saluti istituzionali il prof. Silvano Franco ha dato la parola al dott. Ugo Zannini, archeologo, autore di tantissime monografie sull’archeologia della Campania settentrionale. Zannini ha esordito dicendo che oggigiorno la cultura sta attraversando un periodo negativo, in quanto sono sempre meno coloro che leggono e che si rivolgono alla carta stampata. Ma questa negatività non vuole e deve essere di ostacolo alla redazione tutta della rivista, perché si ha voglia di continuare e di offrire nuovi strumenti conoscitivi, così come è strumento conoscitivo l’ultimo numero, cioè il 101, della rivista Civiltà Aurunca. Infatti, per un qualsiasi lettore questo numero non ha alcun significato, ma per lo studioso, per il ricercatore, per il giovane che deve redigere la propria tesi sull’area aurunca e zone limitrofe è ineguagliabile fonte di notizie, di tesi, di argomenti, di bibliografia, proprio perché è il repertorio di un’attività di ricerca di ben quattro decenni.
Ha concluso i lavori il prof. Silvano Franco che ha subito detto che adesso alla rivista si vuole dare un taglio diverso, con una discontinuità che è sempre continuità. Infatti, il campo d’indagine sarà sempre la memoria storico-cultura deli Aurunci patres, ma si darà alla rivista quel taglio scientifico che oramai merita. Il prof. dell’Università di Cassino comunica così che è già stata inoltrata richiesta all’ANVUR, Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, e che già il prossimo numero, peraltro già pronto per la stampa, vedrà gli articoli sottoposti al giudizio di tale organo, in modo che la pubblicazione di essi sulla rivista avranno la certificazione di scientificità. Silvano Franco ha ricordato come Franco Compasso e Fernando Caramanica abbiano avuto lungimiranza nel dotare la vasta area aurunca di una rivista che è una delle più longeve oramai, essendo stato pubblicato a giugno del 1985 il primo numero. Ed è proprio per questo che direzione, redazione e casa editrice dovranno ancor più sforzarsi per raggiungere migliori e maggiori risultati culturali, che dovranno avere anche aree di interesse che vadano al di là della pur vasta area aurunca degli Aurunci Patres, perché l’obbiettivo della cultura è quello di andare sempre oltre. Ed è proprio per questo che il prof. Silvano Franco ha rappresentato l’esigenza ed allo stesso tempo la sfida per poter solcare nuovi ambiti di ricerca e di studio.