Siria, la nuova Costituzione e i Curdi

Come riporta Anas Almustafa su Facebook, con il decreto presidenziale n. 13 del 2026, ieri 16 gennaio il Presidente della Repubblica Araba Siriana ha decretato in 7 articoli il riconoscimento e la difesa della presenza curda sul territorio.

L’atto di Ahmad al-Shara’ è molto importante anche perché giunge dopo settimane di scontri tra i curdi e i siriani.
I sette articoli prevedono:

  1.  l’identità culturale e linguistica del popolo curdo;
  2.  la tutela della diversità culturale e linguistica i curdi possono praticare e sviluppare la lingua madre;
  3. il riconoscimento della lingua curda come lingua nazionale: ciò autorizza il suo insegnamento nelle scuole pubbliche e private “in particolare nelle aree in cui i curdi costituiscono una parte significativa della popolazione, sia nell’ambito di programmi facoltativi che nell’ambito di attività culturale e educativa”;
  4. l’abrogazione delle le leggi del 1962 nel governatorato di Al-Hasakah: la nazionalità siriana è quindi estesa a tutti i cittadini di origine curda residenti sul territorio siriano, inclusi quelli precedentemente schedati come “non registrati”. Piena parità di diritti e doveri;
  5. Nowruz, l’antica festa zoroastriana del Capodanno astronomico il 21 marzo, diventa festa nazionale retribuita “come occasione nazionale che simboleggia la primavera e la fraternità“;
  6. Impegno di inclusività e condanna di “qualsiasi forma di discriminazione o esclusione per motivi etnici o linguistici“, con punizione come da leggi applicabili.
  7. L’ultimo articolo demanda i ministeri competenti e le autorità interessate ad attuare le disposizioni presenti.

Il decreto, pubblicato nella Gazzetta ufficiale, ha valore di esecutività immediata.