Celibi e nubili stanno sempre di più, e non da ora, entrando nell’orbita delle tecniche di commercializzazione delle più varie aziende. Celibi e nubili oramai rappresentano un vastissimo mercato da intercettare e coprire con offerte sempre più ammalianti.
Del resto che si sia entrati nell’epoca dei meri individui il fior fiore dei filosofi e pensatori lo ha già predetto decenni fa. E quasi tutti sono d’accordo nel ritenere che l’individualità rappresenta un elemento non positivo per la società È altrettanto vero che quando si parla di società ed individuo ci si riferisce quasi integralmente al mondo occidentale, che ha iniziato ad accusare i primi segni di sfaldamento già sul finire dell’Ottocento.
Non a caso Oswald Spengler pubblicò cento anni fa il suo impareggiabile Tramonto dell’Occidente, a cui fecero seguito la Ribellione delle masse di José Ortega y Gasset, La crisi del mondo moderno di René Guénon e Rivolta contro il mondo moderno di Julius Evola. Insomma quattro pensatori provenienti dalle più antiche società europee: tedesca, spagnola, francese ed italiana. Ognuno di essi ha declinato il tramonto se non addirittura la morte della società moderna e nel contempo l’avvento dell’individualismo più esasperato.
Certo che non vogliamo e non dobbiamo dilungarci in queste riflessioni, ma da qualche anno è diventato sempre più preponderante il singolo individuo nella società contemporanea, in nome del quale si delineano varie proposte. Una per tutte: dagli appartamenti di oltre cento metri quadrati, in alcuni casi si arriva anche ai centocinquanta metri quadrati intorno agli anni Settanta del secolo scorso, si è passati ai sessanta, massimo settanta metri quadrati. In alcuni casi si è scesi anche al di sotto dei cinquanta. Insomma è tutto un mondo che è tramontato di fronte alla concorrenza, se così si può dire dei singoli rispetto alla famiglia tradizionale.
È anche in questo, o forse soprattutto in questo che si esplicita la ‘società liquida’, dove i rapporti sono caratterizzati non dall’essere duratori e reali, ma fugaci e virtuali. Ovviamente con tutte le conseguenze che ne derivano.
Fermo restando tutto ciò, veniamo a scoprire, grazie alle specifiche statistiche, che per il prossimo Natale, la festa più antica che trae origine dalla linfa vitale della religione pre-cristiana, gli italiani spenderanno 180 euro, ma quelli che vivono da soli ben 350 euro, cioè il 95% in più, in crescita sui dati dell’anno scorso di circa il 5%, così come elaborato da Speed.date.it.
Il sondaggio è stato effettuato su cinquemila persone, di ambo i sessi, e rappresentativo delle principali città italiane.
Il 54% degli intervistati ha dichiarato che il regalo più ambito è rappresentato dal viaggio. E ciò è una conferma della crescita del settore turismo, che si sta sempre più ampliando sia per le offerte che per la durata. Infatti, i viaggi per Capodanno stanno avendo, già ora, una crescita del 21% rispetto all’anno precedente, cioè l’anno in corso.
Ma quali sarebbero le mete preferite? Presto detto: Rio de Janeiro, Canarie, Kenya e Thailandia, le crociere a Dubai e alle Bahamas, i viaggi verso mete europee come Praga, Lisbona e Budapest e anche diverse destinazioni in Italia quali Toscana, Lago di Garda e Canazei.
Ma abbiamo detto quanto si spenderà, ma ci interessa conoscere anche quando si spenderà. In virtù delle suaccennate statistiche l’Italia, che è quarta in Europa nei consumi natalizi, dietro Gran Bretagna, Spagna ed Austria, vedrà concentrarsi la spesa nei primi 15 giorni di dicembre.
Per i viaggi gli italiani spenderanno ben 150 euro, a cui faranno seguito i 140 per cibo ed 80 per uscite e momenti di convivialità. Sommando una spesa pro-capite -includendo i 180 euro per i regali- gli italiani spenderanno per le prossime festività natalizie ben 550 euro. Il dato complessivo assomma ad oltre 33 miliardi di euro, che non è cosa di poco conto.
Ovviamente le statistiche vanno sempre considerate come tali, ben ricordandoci dei ‘polli’ di Trilussa.