Le segreterie di Filctem CGIL, Femca Cisl e Uiltec hanno scritto alla dottoressa Lucia Volpe, Prefetto di Caserta, per chiedere un’audizione in riferimento allo stato di agitazione per gravi problematiche gestionali e finanziarie della Volturno Multiutility S.p.A.
Nella lettera le OO.SS. si dichiarano “preoccupate per le notevoli criticità finanziarie aziendali, già affrontate in sede dell’Ente Idrico Campano in data 16.03.2026, alla presenza del Liquidatore Avv. V. Capuano, senza tuttavia ottenere aggiornamenti a causa dell’assenza del Comune di Castel Volturno, pur invitato dalla direzione dell’Ente a fornire rassicurazioni circa la continuità del servizio fino all’individuazione del nuovo soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato”.
La vertenza che vede da tempo 40 lavoratori in stato di agitazione a causa della mancanza di garanzie in merito alla sicurezza del proprio posto di lavoro, impatta su un servizio pubblico essenziale come il Servizio Idrico Integrato. Per questo motivo le organizzazioni sindacali evidenziano come “eventuali interruzioni o irregolarità nell’erogazione del servizio potrebbero configurare fattispecie di rilevanza penale, tra cui l’interruzione di pubblico servizio (art. 340 c.p.), il rifiuto o omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.), nonché, nei casi più gravi, ipotesi di danno ambientale ai sensi della normativa vigente”.
La situazione di grave incertezza sul futuro e sulla continuità lavorativa del personale della società in house del comune di Castel Volturno rappresenta da anni una vicenda tristemente connessa a quel disastro gestionale targato Consorzio idrico Terra di Lavoro poi trasformato nel 2022 in ITL SpA, società 100% pubblica ( i soci sono i 33 comuni già precedentemente gestiti dal Citl) e gestore unico individuato per l’intera Provincia casertana per intercettare i fondi Pnrr.
Non c’è stato nessun piano di risanamento o prevenzione dei rischi di natura finanziaria e strutturale della società partecipata, obbligata dalla normativa regionale ad acquisire progressivamente le gestioni del servizio di tutti gli altri comuni (in totale sono 104). Oggi esplodono criticità che potrebbero compromettere la continuità del Servizio Idrico Integrato nei comuni coinvolti, aggiungendosi a quelle rappresentate dalle numerose segnalazioni degli utenti relative a disservizi e all’alta percentuale di morosità.