Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) ha annullato un provvedimento del questore di Caserta che imponeva un foglio di via obbligatorio per due anni nei confronti di un uomo a Santa Maria a Vico. L’uomo, residente a San Felice a Cancello, era stato colpito da questa disposizione dopo essere stato trovato nella piazza principale del comune, un’area segnalata come frequentata da baby gang e teatro di risse tra giovani.
La decisione del Tar è arrivata dopo che l’uomo ha impugnato il provvedimento, sostenendo di essere stato nella zona per motivi di svago, essendo appena tornato da Pistoia dove lavorava. I giudici del Tar hanno concordato con lui, stabilendo che non c’erano prove sufficienti per collegarlo alle attività illecite o pericolose che avrebbero giustificato il foglio di via.
Secondo la quinta sezione del Tar, presieduta da Maria Abbruzzese, non c’erano collegamenti tra l’uomo e le presunte attività criminali nella piazza in questione. Non vi erano prove che il suo comportamento potesse rappresentare una minaccia per l’ordine pubblico nella zona specifica.
Questa decisione solleva importanti questioni riguardo alla legittimità dei provvedimenti emessi dalle autorità locali per contrastare la criminalità giovanile. Sebbene sia fondamentale garantire la sicurezza pubblica, è altrettanto importante assicurare che le misure adottate siano proporzionate e basate su prove concrete. Il caso di Santa Maria a Vico evidenzia la necessità di una valutazione accurata dei singoli casi prima di imporre restrizioni personali così significative.
Questo pronunciamento del Tar potrebbe anche avere implicazioni più ampie per la gestione della sicurezza pubblica e per i diritti individuali dei cittadini. La decisione sottolinea l’importanza di un equilibrio tra sicurezza e rispetto dei diritti civili, un equilibrio che le autorità devono costantemente bilanciare nell’adottare misure per contrastare la criminalità e garantire la sicurezza dei cittadini.