Riceviamo e pubblichiamo:
Torna a Caserta l’OGI: la menzogna al centro della quarta edizione, giovedì 12 novembre 2026, a partire dalle 10.00 alla Brigata Garibaldi, un appuntamento tra cultura, informazione e giustizia. Attesi il cardinale Angelo Comastri, il giornalista de Le Iene Daniele Bonistalli e il magistrato Silvia Santoro.
Dove finisce la verità e dove comincia la menzogna? E soprattutto, perché gli esseri umani mentono e quali meccanismi si nascondono dietro la scelta di alterare la realtà? Sono queste alcune delle domande al centro della quarta edizione dell’OGI Award in programma giovedì 12 novembre presso la Brigata Garibaldi di Caserta.
L’evento, promosso dall’Osservatorio Giuridico Italiano, presieduto dall’avvocata Tiziana Barrella, metterà al centro uno dei temi più complessi e universali dell’esperienza umana, analizzandolo attraverso prospettive differenti: dalla psicologia alla filosofia, dalla religione al giornalismo, fino al mondo della giustizia. La menzogna come chiave di lettura del comportamento umano Non è soltanto uno strumento di inganno, ma un fenomeno che racconta molto di chi mente, di chi ascolta e delle dinamiche che si instaurano tra le persone. La menzogna sarà affrontata come occasione di riflessione sui meccanismi psicologici, sulle emozioni e sulle responsabilità che accompagnano la comunicazione umana.
«Studiare la menzogna significa andare oltre la semplice ricerca dell’inganno. Significa interrogarsi sulle ragioni che spingono una persona a modificare la realtà, sulle emozioni che accompagnano questo comportamento e sulle dinamiche relazionali che ne derivano», dichiara Tiziana Barrella, presidente dell’Osservatorio Giuridico Italiano ed esperta in linguaggio del corpo e comunicazione non verbale.
«Comprendere perché si mente non vuol dire giustificare la menzogna. Vuol dire acquisire maggiore consapevolezza dei comportamenti umani e sviluppare strumenti utili per interpretare le relazioni interpersonali con maggiore attenzione e lucidità», prosegue Barrella.
Nel dibattito sulla menzogna, un ruolo significativo è occupato dalla comunicazione non verbale. Espressioni del volto, tono della voce, postura e gestualità contribuiscono alla percezione di credibilità di una persona, ma la loro interpretazione richiede cautela.
Gli studi dello psicologo statunitense Paul Ekman sulle emozioni e sulle espressioni facciali hanno contribuito ad approfondire questo ambito di ricerca. Tuttavia, nessun singolo segnale corporeo permette di identificare con certezza una bugia: nervosismo, sudorazione, rossore o esitazioni possono essere legati anche all’ansia, all’imbarazzo o alla paura.
Distinguere la menzogna dalla verità richiede dunque un’analisi complessiva del comportamento, delle parole e del contesto. Un approccio che invita a superare i luoghi comuni e a considerare la complessità delle relazioni umane.
Dalla riflessione filosofica alla tradizione religiosa, dalla politica alla cronaca giudiziaria, la menzogna ha attraversato epoche e culture, mettendo costantemente alla prova il rapporto tra verità, fiducia e responsabilità.
In un tempo in cui la comunicazione influenza profondamente l’opinione pubblica e la percezione degli avvenimenti, interrogarsi sui meccanismi dell’inganno assume un significato ancora più attuale. Comprendere come si costruisce la credibilità di un messaggio e come si orienta il giudizio altrui significa affrontare una questione che riguarda non soltanto i rapporti personali, ma anche la società nel suo complesso.
Con la quarta edizione dell’OGI Award, Caserta ospiterà quindi un momento di incontro e approfondimento che affianca la valorizzazione delle personalità premiate alla riflessione su un tema di interesse universale.
La menzogna, in tutte le sue sfumature, diventa così il punto di partenza per una domanda che attraversa la storia dell’uomo: quanto siamo davvero capaci di riconoscere la verità e quanto, invece, siamo disposti a credere a ciò che ci viene raccontato?