Una banale discussione legata a un treno di gomme mai sostituito si è trasformata in un brutale omicidio. Nella serata di sabato 31 ottobre 2026, nei pressi della stazione ferroviaria di Castro-Pofi, nel comune di castro dei Volsci (FROSINONE), ha perso la vita Claudio Mantua, 48 anni, operatore della ristorazione a bordo treno. Con l’accusa di omicidio volontario è stato arrestato Antonio Perfili, gommista di 38 anni del posto.
I fatti si sono consumati intorno alle 21,00. Claudio Mantua, che risiedeva in via Selvotta a poca distanza dallo scalo ferroviario, stava raggiungendo a piedi la stazione per prendere il treno e iniziare il proprio turno di lavoro notturno. Davanti al bar dello scalo ferroviario, in quel momento affollato di clienti che stavano seguendo le partite di calcio del sabato, l’uomo ha incrociato casualmente Antonio Perfili.
Tra i due è scoppiato un acceso diverbio. Il motivo del contendere riguardava un presunto lavoro di sostituzione degli pneumatici che il Perfili (gestore dell’officina di famiglia) avrebbe dovuto effettuare sull’auto della moglie di Mantua, ma mai eseguito nei tempi concordati. I toni si sono rapidamente esasperati, complice anche qualche bicchiere di troppo. In un primo momento, alcuni avventori del locale sono intervenuti separando i due uomini e convinti di aver riportato la calma.
La situazione, tuttavia, è degenerata subito dopo, Perfili si sarebbe prima allontanato per poi tornare sui propri passi con un coltello in pugno. Ha aggredito Mantua a bruciapelo, sferrandogli, secondo una prima ricognizione del medico legale, almeno cinque coltellate profonde all’addome, lasciandolo a terra esangue prima di fuggire.
Subito dopo l’assalto, i clienti del bar hanno lanciato l’allarme. I sanitari del 118, giunti sul posto, hanno immediatamente compreso la gravità della situazione richiedendo l’intervento urgente di un’eliambulanza dell’Ares. L’elicottero è atterrato poco dopo sulla piazzola di contrada Farneta, ma ogni tentativo di rianimazione è risultato vano, il 48enne è deceduto prima di poter essere trasferito in una struttura ospedaliera della Capitale.
Nel frattempo, la fuga di Antonio Perfili è durata pochissimo. Sotto shock, il gommista si è spostato presso un altro locale della zona, il Bar Zeppa in località Madonna del Piano, dove davanti ad alcuni conoscenti ha confessato il gesto dicendo: «Chiamate i carabinieri». Il comandante della locale Stazione dell’Arma, il luogotenente Massimo Aloi, lo ha raggiunto e bloccato sul posto, conducendolo in caserma. Lì, davanti ai militari, il 38enne ha ammesso le proprie responsabilità ricostruendo i dettagli del movente e sostenendo, nelle prime dichiarazioni difensive, di essere stato a sua volta aggredito verbalmente e fisicamente da Mantua nel corso della discussione iniziale.
La sostituto procuratore di Frosinone, la dottoressa Rossella Ricca, ha formalizzato l’arresto per l’ipotesi di omicidio volontario e disposto il trasferimento dell’indagato nel carcere di Frosinone, in attesa dell’udienza di convalida del fermo davanti al gip Ida Logoluso. Gli investigatori hanno escluso categoricamente le primissime piste che ipotizzavano un regolamento di conti legato ad ambienti dello spaccio locale.
Elementi decisivi per delineare l’esatta dinamica del delitto arriveranno sia dalle testimonianze dei numerosi clienti presenti al bar della stazione, sia dall’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza comunale che hanno ripreso le fasi precedenti e successive all’aggressione. La salma della vittima è stata posta sotto sequestro e trasferita all’obitorio a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’esame autoptico.
La notizia ha sconvolto la comunità di Castro dei Volsci, dove Claudio Mantua era descritto da tutti come una persona tranquilla, dedita alla famiglia e al lavoro. Grande appassionato di calcio e tifoso della Roma, l’uomo arrotondava saltuariamente prestando servizio come cameriere nei locali della zona durante il tempo libero. Lascia la moglie e una figlia adolescente. I familiari della vittima si sono affidati alla tutela legale dello studio dell’avvocato Giampiero Vellucci, mentre l’arrestato Antonio Perfili è assistito dal legale Giuseppe Lo Vecchio.