Velardi: Ora tutti sanno, grazie anche a questo Diario…di fuoco

di Ciro Guerriero

Marcianise- Ancora incendi. Il più significativo è scoppiato nel primo pomeriggio nella zona dell’ex Ecobat. Sono andati in fumo alcuni appezzamenti di terreno, di proprietà di più soggetti, a ridosso della strada principale. Si sono incendiate alcune piante e ha preso fuoco il sottobosco. Sul posto una squadra dei Vigili del Fuoco di Marcianise e la nostra polizia municipale che ha provveduto a contattare i proprietari per tutte le azioni da assumere in questo caso. Ne approfitto per sottolineare che la squadra intervenuta oggi è quella di supporto alla principale che è attiva presso il distaccamento locale: questa seconda è stata collocata a Marcianise nell’ambito del progetto sui presìdi di Terra di Fuoco messo a punto dalla Regione e che ci vede coinvolti con una postazione fissa. Ciò per dire che non stiamo a guardare e che stiamo attivando tutte le misure possibili per fronteggiare gli incendi e lo scempio dell’ambiente. Per quanto di nostra competenza.

Queste le parole, anzi il post di Antonello Velardi sindaco di Marcianise, tratto dal diario di un Sindaco.

”A proposito della salvaguardia dell’ambiente, siamo ancora alle prese con il maxi incendio dell’altro giorno alla periferia di Marcianise, nel deposito di automezzi gestito abusivamente. Non intendo adesso farmi tirare per la giacca e finire nel gorgo delle polemiche, perciò mi attengo agli atti. Alcuni di questi non sono stati ancora notificati e perciò aspetto prima di pubblicarli: ovviamente li renderò pubblici in modo che ognuno si possa fare una sua idea. Vi dico nel frattempo di che atti si tratta. Abbiamo emesso un’ordinanza di blocco dell’attività di rimessaggio dei tir con contestuale contravvenzione trattandosi di un’attività abusiva. Abbiamo emesso un’ordinanza di abbattimento del manufatto abusivo costruito nella stessa area, usato come abitazione. Stiamo facendo accertamenti su una piscina costruita accanto all’abitazione. Sì, una piscina: avete capito bene. Ho inoltre stasera sul tardi firmato un’altra ordinanza per la rimozione degli scarti del maxi incendio, sulla scorta di una articolata relazione dell’Arpac. L’ordinanza riguarda anche l’Asi, l’area di sviluppo industriale di Caserta, che nel frattempo ha trasmesso per conoscenza al Comune la denuncia inoltrata stamattina alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. L’Asi ha denunciato di essere proprietaria e quindi di essere stata derubata di un’ampia area utilizzata abusivamente come rimessaggio dei tir, dove è divampato l’incendio. A questi dati va aggiunta un’ampia relazione inviata alla magistratura dalla polizia municipale di Marcianise circa tutti i reati anche penali commessi nell’esercizio dell’attività di rimessaggio non autorizzata. Alla magistratura è anche giunta la relazione della sezione di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco del comando provinciale di Caserta. E sulla vicenda indaga per conto suo anche la Polizia di Stato, una cui pattuglia è stata la prima a giungere sul luogo dell’incendio. Infine, la polizia municipale ha inviato una relazione alla Guardia di Finanza per segnalare alcune incongruenze fiscali nella condotta dell’attività di rimessaggio, ancorché abusiva. Per la cronaca, ancora nessuna traccia dell’albanese: non si trova. Curiosa davvero questa storia: un imprenditore che fa l’imprenditore a Marcianise ma lo fa dall’Albania. Beh, mi fermo qui. La vicenda è molto più complessa di quanto si voglia far credere. Gli attacchi alla mia persona confermano il crogiuolo di interessi attorno a questa vicenda e alle altre come questa. Andremo avanti con controlli a tappeto in tutte le aree per il parcheggio degli automezzi, è inevitabile dopo quello che è accaduto. Mi dicono che alcuni di quelli schierati a difesa dell’attore imprenditore sono a loro volta titolari di attività analoghe, illegali, o vi hanno interesse. E mi dicono che altri tremano all’ipotesi che possano essere scoperti altarini costruiti negli anni: per la prima volta, ho capito, si sta andando fino in fondo. E andremo in fondo anche per capire chi e perché nel passato si è voltato dall’altra parte, chi ha insabbiato, perché ha insabbiato. Nell’area andata a fuoco era stato fatto un controllo nel 2010, sette anni fa: prima o poi capiremo perché quei controlli, che già evidenziavano gli abusi, non ebbero alcuni effetti. Chi bloccò le carte? Chi andò in aiuto dei violatori della legge? Chi trattò da avvocato quella pratica? Chi la istruì? Chi decise di tenerla ferma in un cassetto? Cari amici, gira e rigira siamo sempre lì: c’era un sistema per cui i più fessi pagavano, i più forti facevano gli affari loro. Questa storia delle aree di rimessaggio abusive mi ricorda tanto quella della villa Belforte: nessuno sapeva niente. Ora tutti sanno, grazie anche a questo Diario. Spero personalmente che il racconto sia la mia assicurazione sulla vita e che le esternazioni pubbliche degli altri siano un testamento a mio favore: c’è un brutto clima a Marcianise, in quest’estate pesante. Più pesante del solito. Mi ha sorpreso la discesa in campo anche di esponenti delle forze dell’ordine: i vincoli di sangue li hanno costretti a schierarsi, a prescindere dalla ragione delle leggi. Brutto segno. Mi fermo qui, è meglio. – conclude il Sindaco- giornalista Velardi -Buone vacanze a tutti e buona serata.