AVERSA – Il virus West Nile continua a circolare e i casi salgono a livello nazionale: per questo, nell’Agro Aversano, torna con forza l’appello alle amministrazioni comunali affinché intensifichino gli interventi di monitoraggio e disinfestazione su tutto il territorio. Non basta annunciare le operazioni: bisogna programmarle in modo capillare e verificare che vengano davvero eseguite, senza lasciare scoperte strade o interi quartieri.
A dare la misura della situazione è l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato il 3 settembre: dall’inizio della stagione di sorveglianza sono stati confermati 521 casi di infezione da West Nile in Italia, con 26 decessi. Un dato che da solo giustifica la richiesta di non abbassare la guardia, soprattutto nelle zone dove la circolazione del virus è già stata accertata.
L’Istituto Superiore di Sanità nel suo ultimo bollettino parla invece di 19 casi certificati per la provincia di Caserta: Terra di Lavoro resta comunque, anche in questo conteggio, la provincia più colpita della Campania. Lo scarto tra i due numeri riflette i tempi tecnici della validazione ufficiale, ma non cambia il senso della fotografia: il contagio si sta allargando, e coinvolge ormai una parte consistente della provincia — da Aversa a Caserta, passando per Marcianise, Casapesenna, Cesa, Calvi Risorta, Castel Volturno, Teano, Parete, San Cipriano d’Aversa, Capua, Pignataro Maggiore, Trentola Ducenta, Casal di Principe, Sparanise, Orta di Atella, Sessa Aurunca e Grazzanise.
Dietro questi numeri ci sono storie concrete. Ad Aversa un cittadino di 75 anni resta ricoverato in neurologia sotto stretto monitoraggio, mentre una 76enne aversana è stata trasferita in condizioni critiche dall’ospedale Moscati alla rianimazione del presidio di Sessa Aurunca, dove nel frattempo un altro paziente del posto è ricoverato in terapia intensiva dopo aver contratto il virus.
Il contagio avviene attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex, e nella maggior parte dei casi l’infezione passa senza sintomi evidenti. È nelle persone anziane o più fragili che può manifestarsi in forme più serie, mentre resta escluso il contagio diretto da persona a persona.
Proprio per questo, nell’Agro Aversano l’attenzione si concentra sulla prevenzione, e la richiesta rivolta ai Comuni è di garantire interventi uniformi, che non lascino indietro nessuna zona del territorio. Un segnale in questa direzione arriva da Trentola Ducenta, dove nei giorni scorsi è stato avviato un intervento di disinfestazione adulticida pensato proprio per contenere gli insetti vettori e ridurre il rischio di diffusione del virus.
Ma la responsabilità non può ricadere solo sulle istituzioni. Anche i cittadini hanno un ruolo concreto: eliminare i ristagni d’acqua nei propri spazi, proteggersi dalle punture, segnalare la presenza eccessiva di zanzare. Sono gesti semplici, ma capaci di fare davvero la differenza.
Alla fine, il punto resta lo stesso di sempre: la prevenzione non può essere un intervento occasionale, buono solo quando l’emergenza è già scoppiata. Deve diventare un’abitudine — perché, come dimostrano i casi di queste settimane, il virus non aspetta che i Comuni si organizzino.