Le associazioni Lipu,Legambiente,Arci,Arcipelago,Citta Viva, Cittadinanzattiva, Pax Christi,Uisp, ASD Hermes Roller, Univoc e UICI hanno scritto il 17 luglio alla Direzione della Reggia di Caserta in merito al progetto ideato dagli uffici della Reggia stessa di sostituire i filari di lecci della Via dell’acqua del Parco Reale, perché dati per ammalati. “Facendo seguito all’incontro del 7/7/2023 abbiamo seguito con attenzione gli interventi che avevano un comune denominatore:la sostituzione di ben 750 lecci. Considerato che si tratta di un numero importante pari ad un bosco e che i servizi ecosistemici che forniscono alberi vetusti non è paragonabile a quello di alberi se pur alti ma giovani. Tutto ciò premesso visto che all’incontro è stato esposto un progetto già deciso, che le associazioni scriventi, non coinvolte, sono convinte che gli alberi siano recuperabili, Le chiediamo un accesso al parco da parte di una delegazione delle scriventi, al fine di verificare lo stato di salute degli alberi che si vorrebbe sostituire”. Contro l’intervento che interesserebbe circa 750 alberi si erano già letti pareri come quello di Giuseppe Messina, agronomo e già assessore casertano all’Ambiente che aveva osservato che il leccio è albero millenario e quelli che si vorrebbero abbattere hanno una prospettiva di vita ancora lunga. Recentemente anche Italia Nostra ha diffuso un comunicato in cui palesa decise contrarietà al progetto in questione. “Tale scelta da attuare mediante un finanziamento con fondi a valere sul PNRR Agenda 2030, sembra trascurare quello che dovrebbe essere l’obiettivo principale:la tutela e la salvaguardia dell’immagine storica del complesso vegetale, garantendone una giusta ed equilibrata riconversione ecologica, atta a soddisfare i pubblici bisogni culturali e ambientali, riconosciuti dalla convenzione europea di Faro”. Pertanto l’associazione chiede alla Direzione di riconsiderare con urgenza l’investimento programmato nella prospettiva di accrescere il valore ecologico,sociale e culturale della monumentale Via d’Acqua. La promozione di un coinvolgimento diretto degli attori sociali nelle scelte pubbliche non può essere solo un argomento decorativo del dibattito sociologico in corso, ma ci aspettiamo che sia una pratica di governo diffusa e ordinaria all’interno delle istituzioni pubbliche.