Terremoto a Napoli: il racconto……

Terremoto a Napoli: il racconto……

Ieri alle 19,45 Napoli ha tremato.

Chiunque viva in una zona sismica, come è la Campania, impara col tempo a “decifrare” il linguaggio del suolo che trema.

Così tutti noi , qui a Napoli, ci siamo resi conto che la scossa di ieri aveva qualcosa in più.

«È l’evento sismico più potente registrato negli ultimi decenni» afferma Mauro Antonio Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano, sezione campana dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Scossa ondulatoria, superficiale (a solo 1,7 km di profondità), lunga e…. siamo tutti sul pianerottolo di casa, la signora anziana avverte un malore, assistita prontamente dalla figlia accorsa dopo aver percepito il terremoto, qualcun altro già pensa di “tirare fuori” l’auto dal garage, i più giovani “volano” per le scale cercando di raggiungere il portone: il timore è palpabile!

Ci chiediamo dove può essere l’epicentro, perché se non è lontano, il terremoto potrebbe essere stato devastante; sapremo poi che si è avuto nel Rione della Solfatara presso i Campi Flegrei.

Si, è stata una scossa potente (3.8 di magnitudo), come un ruggito d’un leone che, però, non vuole sbranare, perché non ci sono stati danni a persone o cose.

Una scossa “mediatica”, avvenuta proprio nel momento in cui il TGR Campania era in diretta (si veda il video in questa pagina).

Intanto io e la mia vicina/amica decidiamo di tornare in casa; affacciate al balcone osserviamo la piccola folla in strada, mentre da lontano accorre la sirena dei vigili del fuoco.