La rete di associazioni e gruppi di lavoro Lipu, Legambiente, Italia Nostra, AltrItalia ambiente, Reggiando, Agenda 21, Gruppo 31 agosto, ritiene opportuno ribadire quanto segue.
La direttrice pro tempore della Reggia di Caserta Tiziana Maffei, ha diffuso sue dichiarazioni sulla nota questione “abbattimento di 750 lecci della via d’acqua” sulla pagina di Caserta de Il Mattino del 5 gennaio u.s.
Ci sono una serie di plateali infondatezze che qui si vogliono chiarire: ogni occasione è buona per spostare l’attenzione dal vero problema – il taglio di 750 lecci della via d’acqua vanvitelliana – e buttarla sul suo pessimo rapporto con il territorio: nessuna accettazione al confronto, saluto formale come chi vuole evitare di aprire una discussione con i contraddittori. Peraltro i pareri dell’Università di Bologna e dell’Università di Ancona sono stati ampiamente messi in discussione e smontati dai tecnici ed accademici dei gruppi che scrivono. Mai nessun confronto produttivo è stato accettato come chi, portatore della verità, non accetta nessuna critica e nessuna discussione. Si legge nelle dichiarazioni di stampa: “non si tratta di abbattimento dei lecci, ma di sostituzione. È una differenza sostanziale, che purtroppo viene ignorata o travisata perché più facilmente strumentalizzabile”. Anche con il titolo dell’articolo: “Niente abbattimento ma sostituzioni – Obiettivo è garantire continuità dei lecci” si mette in risalto questo concetto ambiguo. Il dato certo è che il progetto prevede il taglio di 750 lecci che oggi costituisce un bosco artificiale disetaneo con esemplari sani anche di oltre 150 anni, essendo la via d’acqua realizzata oltre 240 anni fa, e curata in questi due secoli con sostituzioni puntuali.
Altro aspetto tecnico da considerare è che i numerosi lecci giovani intorno ai 10 anni sono in perfetta salute e che bene si armonizzano con gli altri esemplari; nonostante la crescita lenta, svolgono egregiamente il loro ruolo adempiendo al riempimento degli spazi vuoti. È errata la valutazione che gli alberi giovani si adattano male con gli alberi adulti: la loro crescita è lenta perché nella fisiologia dei lecci. Una sostituzione totale comporterebbe la perdita della prospettiva vanvitelliana della via d’acqua con sensibile riduzione della produzione di ossigeno e della perdita del camminamento ombreggiato progettato dal Vanvitelli.
Oltretutto, l’espianto dei 750 lecci comprometterebbe anche lo stato di salute dei filari di lecci adiacenti a causa dell’interferenza con gli apparati radicali, aspetto questo che, benché importantissimo, mai è stato preso in considerazione. La passeggiata in ombra sarebbe compromessa con danni al fondo di calpestio in terreno battuto.
Un ultimo aspetto, ma non per importanza sono le dichiarazioni nei confronti dei manifestanti apostrofati come “pochi” e “insignificanti”. I manifestanti non erano affatto pochi e peraltro anche molto qualificati rappresentando ciascuno associazioni e gruppi preparati di cittadini attenti alle tematiche del parco della Reggia Vanvitelliana. Sono intervenuti con dichiarazioni molti comitati, associazioni, gruppi spontanei, giornalisti e blogger provenienti anche da altre regioni italiane, come Toscana, Emilia Romagna e Lazio.
Pertanto, la Rete delle associazioni con la petizione on line in pochi giorni ha superato 3.000 firme qualificate e verificate.
L’occasione è buona per richiedere alla DG, che certamente non si vorrà sottrarre, un momento di confronto ufficiale con i rappresentanti delle associazioni e gruppi con la moderazione di un qualificato giornalista professionista anche in una diretta televisiva o streaming.