Allarme bomba e cartelli con messaggi d’odio ai Ponti della Valle

Valle di Maddaloni, tensione sui Ponti della Valle: bonificata l'area dall'intervento delle forze dell'ordine e degli artificieri

Allarme bomba all’Acquedotto Carolino: finto ordigno e cartelli d’odio sul monumento UNESCO
​VALLE DI MADDALONI – Un’azione dimostrativa studiata per fare scalpore e provocare allarme, ma fortunatamente priva di reale pericolosità esplosiva. È quanto accaduto questa mattina lungo i Ponti della Valle, lo storico Acquedotto Carolino patrimonio dell’umanità UNESCO, dove è scattato un tempestivo intervento delle forze dell’ordine.
​La bonifica e il finto dispositivo
​A far scattare i soccorsi è stata la segnalazione di un oggetto sospetto collocato sul camminamento del ponte. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, con il supporto della Polizia di Stato e delle unità specializzate degli artificieri, che hanno immediatamente isolato l’intera area per eseguire le operazioni di bonifica in totale sicurezza.
​I rilievi tecnici hanno accertato che si trattava di un simulacro di bomba: un contenitore artigianale privo di qualsiasi sostanza esplosiva, assemblato con materiale di recupero e una spia luminosa rossa accesa per simulare un circuito armato e scatenare il panico tra i passanti.
​I messaggi sui cartelli
​Ad amplificare l’impatto del gesto è stata la presenza di due grandi manifesti calati lungo l’imponente parete in muratura dell’acquedotto. I messaggi riportati sui pannelli mostrano un mix confuso di rivendicazioni:
​Protesta politica: Un attacco diretto al sistema elettorale e alla classe politica (“Ladri legge elettorale preferenza”).
​Propaganda d’odio: Uno slogan antisemita condito da un palese errore ortografico (“Ebb’rei assassini di Cristo”).
​La combinazione dei messaggi e la fattura dei materiali suggeriscono l’iniziativa isolata di un singolo soggetto, spinto dall’intento di ottenere visibilità mediatica sfruttando la risonanza di un sito monumentale di livello internazionale.
​Le indagini dei Carabinieri
​Tutti gli elementi e i reperti presenti sul posto sono stati posti sotto sequestro dai Carabinieri, che hanno avviato gli approfondimenti investigativi del caso. I militari dell’Arma sono ora al lavoro per analizzare le tracce raccolte, ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio e risalire all’identità del responsabile.