Aversa. In carcere i pluripregiudicati del clan Mazzara per omicidi , sequestri di persona, estorsioni e minacce

Aversa. Questa mattina  i Carabinieri dei Reparto Territoriale di Aversa hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte di Appello  di Napoli nei confronti dei pluripregiudicati  Angelo Mazzara,  Giuseppe Duilio e Tommaso Scarano. Nei confronti di tutti i tre le imputazioni di omicidi, sequestri di persona, estorsioni e minacce.

Amedeo Mazzara , detto ” o ‘siciliano” nato nel 1948  , di Cesa, e’ stato condannato  a 20 anni di carcere – 9 in primo grado.

Giuseppe Duilio , detto ” bicicletta” , classe 1958 , di Cesa,  e’ stato condannato a 9 anni di reclusione. Durante la perquisizione domiciliare di questa mattina, poi, Giuseppe Duilio e’ stato arrestato in flagranza di reato perche’ trovato in possesso di 10kg di fogli di carta filigranata recanti stampe contraffatte di banconote corrispondenti ai ” dinari ” algerini.

Tommaso Scarano, detto ” scarulella” , di Aversa, nato nel 1986, gia’  attualmente agli arresti domiciliari  dopo essere stato arrestato un mese fa perche’ trovato in possesso di un fucile, a 13 anni di reclusione. Per Scarano e’ stato ritenuto sussistente il pericolo di reiterazione del reato.

Le indagini erano state avviate nel 2007  dalla Sezione Operativa dei Carabinieri  e si sono avvalse dei riscontri  forniti da numerosi collaboratori di giustizia e di varie attivita’ tecniche che hanno permesso di arrivare alla sentenza di primo e secondo grado nei confronti di quello che e’ stato definito il clan Mazzara.

In altri termini un sodalizio criminale  che, con la forza intimidatrice, ha finito per acquistare in maniera diretta il controllo sulle attivita’ economiche legate all’intero territorio di Cesa e, in particolare, all’edilizia, attraverso delitti contro la persona e contro il patrimonio, come omicidi, sequestri di persone, minacce , estorsioni.

Sul processo si dovra’ pronunciare , a questo punto, la Corte di Cassazione , ma nel frattempo la Corte di Appello, su richiesta della Dda di Napoli,  ha disposto la restrizione per i tre  sul presupposto che essi potessero darsi alla fuga per evitare la carcerazione  definitiva.