Aversa. Intervista a Pasquale Vitale, autore de “La nottola di Minerva”

Pubblichiamo di seguito l’intervista rilasciataci dal prof. Pasquale Vitale, docente di storia, filosofia e scienze umane, che ha iniziato a collaborare con il nostro giornale. E questo ci rende doppiamente orgogliosi ed onorati. Prima dell’intervista vi racconterò brevemente chi è Pasquale Vitale. Giovane professore aversano si è laureato con 110 e lode in filosofia medievale presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” ed  abilitato all’insegnamento con 100/100 presso l’Università Roma tre. Già autore di numerosi articoli di filosofia pubblicati su riviste scientifiche, di una monografia dal titolo “Letture e riletture aristoteliche: dai cosiddetti pitagorici a Bergson” , di due testi per uso didattico, di cui uno intitolato “La filosofia aristotelica e il linguaggio del corpo nell’immaginario dantesco” , pubblicherà a breve un manuale di filosofia contemporanea dal titolo “La nottola di Minerva. Filosofia contemporanea: dal teatro ai fumetti” , edito dalla Gnasso Editore quest’anno. E da qui è nato lo spunto per questa interessante intervista riportata di seguito.

  • Da cosa è nata l’idea di scrivere “La Nottola di Minerva”? 

L‘idea è nata da una mia ex studentessa, Irene Gennaro, che ascoltando le mie lezioni mi ha consigliato di redigere una manuale che potesse coniugare passione per la disciplina, chiarezza e riferimenti alle scienze umane, alla musica, al teatro.

  • Perché proprio il tema della follia? 

Il tema della follia è,in effetti, un argomento largamente trattato nel testo attraverso il riferimento alla storia della psicologia e della psichiatria,ad autori come Foucault, Guattari e Deleuze, alla narrazione di storie di vita di ex internati e di reclusi che vivono con angoscia l’esperienza carceraria, ma anche attraverso la letteratura di Irvin D. Yalom e di Alda Merini e i testi di Simone Cristicchi. Il motivo è che la psicoanalisi (e la relativa scoperta dell’inconscio) ha rappresentato una delle più grandi rivoluzioni del Novecento, ma nei manuali ,a parte la trattazione di Freud e Jung, vi si dedica, a mio avviso, ben poco spazio. I ragazzi,invece, devono poter percorrere il viaggio nel mondo della psiche e di quella che definiamo “follia”non solo attraverso strumenti razionali e diagnostici, ma sentendo attraverso il cuore, come direbbe Pascal, la bellezza di un modo che abbiamo deciso di rigettare e di escludere dal nostro orizzonte di vita.

  • È un manuale che verrà adottato a scuola? 

Sì, è un manuale che può essere adottato a scuola, ma nasce anche come testo per chiunque voglia approcciare alla filosofia del primo e del secondo Novecento.

  • Un testo filosofico, ma che ha sentito l’esigenza di inglobare anche le materie “amiche” ovvero letteratura e psicologia. Perché questa scelta?

Una scelta obbligata, direi, perchè la filosofia deve sempre essere intesa come pratica di vita e quindi deve sapersi interfacciare con quelle scienze che applicano i suoi metodi alle esperienze della vita quotidiana. Infatti, un sapere che si identifica con la mera erudizione e non sa incarnasi nel ritmo vivo e pulsante della realtà non insegna nulla, perchè non lascia ,appunto, il segno.Quando,infatti, la filosofia si chiude nella torre d’avorio della mera contemplazione perdendo di vista il senso comune,può arrivare con i suoi potentissimi mezzi a giustificare, ed è successo, anche l’indicibile.

  • Quanto è importante la filosofia oggi? 

La filosofia è essenziale, perchè insegna ad orientarsi nel mondo e nel pensiero, direbbe Kant. Mentre la linguistica insegna l’uso corretto della lingua, la filosofia induce ad utilizzare gli strumenti della logica per una corretta argomentazione; a porre questioni sul senso di quello che diciamo e facciamo; ad affrontare la sfide del futuro non dando nulla per certo e assodato; a considerare situazioni e fatti da mille prospettive diverse; a conoscere se stessi al fine di distinguere tra ciò che è autentico e ciò che non lo è.

  • Aristotele diceva che la filosofia fosse il sapere più nobile perché svincolato da ogni tipo di servitù. Quanto è attuale questa affermazione? E oggi quanto è difficile insegnare agli studenti il vero concetto di libertà? In questo senso “La Nottola di Minerva “ è funzionale?

Aristotele ha un’idea della filosofia che,giustamente, è figlia del suo tempo. Il periodo in cui opera lo stagirita è quello della dominazione macedone, in cui il cittadino diventa suddito e la filosofia non è più, platonicamente, intrecciata alla politica. Ma, detto questo, esiste nella sua affermazione qualcosa di autenticamente vero. A differenza delle altre specie viventi siamo in grado di elaborare un tipo di sapere totalmente sganciato da ogni prospettiva materialistica, che ci ha consentito di fare enormi passi in avanti a lungo termine. In tal senso,la filosofia insegna ai ragazzi ad innalzarsi da una prospettiva ,da tempo dominante, secondo la quale siamo quello che abbiamo. In verità, come ci insegna Tommaso,siamo il nostro agire (operari sequitur esse), ovvero siamo soprattutto la nostra facoltà di essere absoluti, sciolti, in parte, dai vincoli del reale al fine di abbracciare l’ideale. Il mio testo ha proprio la funzione di indurre i ragazzi a non concepire la filosofia come una semplice disciplina,ma come un’opportunità di entrare in contatto con la riflessione di quanti ci hanno insegnato quanto di bello e di grande può partorite il genere umano. In questa prospettiva, tanto spazio è stato dedicato alla voce viva degli autori attraverso analisi del testo, inviti alla lettura e le sezioni “Leggere un classico”.

  • Descrivimi “La Nottola di Minerva” 

Il testo prevede una serie di profili. Si riprende, seppur non nei dettagli l’idealismo (argomento del quarto anno) per poi passare al programma del quinto anno. Per ogni autore sono state previste ampie incursioni nelle letteratura , nell’arte, nel teatro, nella musica, alcune delle quali curate da validissimi collaboratori (Nunzia Capasso, Marco Palladino, Gianluca Della Corte, Pasquale Latino, Angelo Romeo,Giuseppina Giuliano, Alessandro Pipitone,Natascia De Gennaro, Francesca Prisco, Giuliano Gaglione, Alessia Cesaro, Ferdinando Bortone, Martina Rota, Carla Caputo e Anna Capriati) .Una sezione a parte è stata dedicata alla possibilità di una filosofia a fumetti. Nel testo i personaggi, al centro del fumetto, sono Hannah Arendt e Heidegger e l’oggetto di discussione riguarda lq scelta politica di Heidegger e il concetto di banalità del male. Una terza parte del testo è poi dedicata ai dibattiti attuali

  • Quando verrà presentato? Dove?

Il testo sarà presentato tra fine settembre e ottobre presso il Liceo Artistico di Aversa. Sono previsti poi degli incontri seminariali presso la Galleria di Arte Contemporanea “Kouros”. L’obiettivo, però, è quello di organizzare una serie di presentazioni in tutte le scuole che richiederanno un incontro con gli studenti.