Caserta: Paralisi in Provincia, il buon senso ha evitato che si interrompesse l’anno scolastico per gli studenti di novantatre istituti, non è stato effettuato alcun intervento strutturale per sanare le carenze strutturali che hanno gli edifici, la chiusura delle palestre e dei laboratori con l’interruzione di tutte le attività pomeridiane ha creato non pochi disagi. I piu’ danneggiati, gli studenti degli istituti tecnici che non possono usufruire dei laboratori per la disposizione del presidente Lavornia, altri penalizzati, sono soprattutto le piccole società sportive che fanno attività con i più piccini. Altro problema sottaciuto inspiegabilmente è rappresentato dai dipendenti che si sono ritrovati senza stipendio e che, quotidianamente lavorano in ambienti che stanno diventando a limite delle norme igieniche. La situazione di profonda crisi in cui è piombato l’ente, infatti, ha causato la sospensione delle pulizie da parte della ditta incaricata con tutte le conseguenze che la cosa comporta. Ma perché la provincia si è trovata in queste condizioni? Il bilancio dell’amministrazione provinciale continua ad essere ingessato. Nonostante le richieste di aiuto lanciate dall’ente di corso Trieste sia dall’ex presidente Angelo Di Costanzo che dal facente funzioni Silvio Lavornia, dal governo centrale non arrivano risposte. Dopo la dichiarazione di dissesto datata dicembre 2015, infatti, la Provincia non ha avuto più la possibilità di poter equilibrare il bilancio, così come prevede la legge con l’attività amministrativa in settori nevralgici come l’edilizia scolastica e le strade che è completamente ferma. Per poter predisporre il bilancio stabilmente riequilibrato, infatti, l’ente di corso Trieste avrebbe bisogno di risorse fresche da parte dello stato centrale che, però, da questo punto di vista, nonostante gli emendamenti presentati sia dalla deputata Pd Camilla Sgambato che dalla senatrice di Forza Italia Maria Rosaria Rossi, fa orecchie da mercante. Nel frattempo, c’è anche un altro capitolo legato alla Provincia che deve essere chiarito: quello delle elezioni. Silvio Lavornia, infatti, guida l’ente di corso Trieste nonostante il suo mandato sia scaduto lo scorso 16 gennaio, quando, cioé è decaduto definitivamente da sindaco di Alvignano Angelo Di Costanzo. Regolamento alla mano, Lavornia avrebbe dovuto provvedere a convocare le elezioni per il presidente entro trenta giorni, cioé entro il 16 febbraio, cosa che, non ha fatto proseguendo il suo lavoro di facente funzioni in prorogatio.