Blitz Zagaria: al vaglio delle indagini appalti affidati dal Comune e dalla Provincia di Caserta per la ristrutturazione delle . Si prevedono ulteriori arresti e avvisi di garanzia

Non c’è pace a Caserta. Sono in molti a ritenere che nei prossimi giorni vi possano essere ulteriori sviluppi in seguito al blitz condotto dai Carabinieri del Comando Provinciale , dai Ros e dalla Questura di Caserta diretta da Francesco Messina nell’ambito di una inchiesta che , lo scorso 1 ottobre, ha portato all’arresto della sorella di Michele Zagaria , Gesualda, e di uno dei suoi nipoti, Filippo Capaldo. Fra gli arrestati anche Francesco Nobis, imprenditore che realizzo’ alcuni dei bunker nei quali Zagaria si è nascosto per 15 anni, e Carmine Domenico Nocera, architetto, che è stato anche consulente esterno del Comune di Caserta a cui viene imputato di avere progettato i bunker di ultima generazione che hanno ospitato Zagaria nei 15 anni di latitanza. Carmine Domenico Nocera , peraltro, risulta essere indagato per una mazzetta di 200mila euro ricevuta per la concessione della licenza di un parcheggio. Secondo indiscrezioni l’operazione , che ha portato al blitz del 1 ottobre, non si sarebbe conclusa dal momento che le verifiche in corso stanno interessando un periodo di tempo molto vasto, ovvero i 15 anni di latitanza di Michele Zagaria. Questo quadro di indagini, poi, si va a collegare ad un sistema di rapporti con la Provincia di Caserta e vari Comuni della stessa. Pertanto, secondo indiscrezioni,nelle prossime settimane , il lavoro dei Ros potrebbe portare all’emissione di provvedimenti cautelari restrittivi , di misure alternative e di avvisi di garanzia. La Procura Distrettuale Antimafia sta cercando di chiarire ruoli ed eventuali compromissioni. Al vaglio degli inquirenti, ora , ci sarebbero gli appalti affidati dal COmune di Caserta e dalla Provincia di Caserta , molti dei quali relativi alla ristrutturazione delle scuole. Ancora una volta, dunque, potrebbe delinearsi il collegamento, ormai consueto a Caserta, tra colletti bianchi e politici nel contesto di un panorama criminale tratteggiato dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Secondo indiscrezioni il collegamento tra le precedenti inchieste su amministratori politici e camorristi sarebbe rappresentato da Antonio Magliulo,già consigliere provinciale di Fi, che lo scorso anno fu coinvolto dalla scandalo Asl.Va detto , pero’, che Magliulo, difeso dall’avvocato Giuseppe Garofalo, fu scarcerato dal Riesame e , successivamente,la Corte di Cassazione lo ha prosciolto da ogni accusa provvedendo al dissequestro dei suoi beni. Antonio Magliulo non risulta coinvolto nel blitz del 1 ottobre . Tuttavia egli avrebbe avuto dei legami con Carmine Domenico Nocera. Dagli atti sembrerebbe che l’architetto Nocera di recasse spesso a trovare in Provincia Antonio Magliulo da cui avrebbe appreso della indizione di bandi di gara per lavori pubblici. Anche la faccenda della tangente di 200mila euro per la licenza del parcheggio di via San Carlo si sarebbe svolta secondo questa modalità. Non va dimenticato che in questa vicenda sono coinvolti due tecnici e un ex assessore comunale. Va detto, altresì, che gli incarichi di Carmine Domenico Nocera erano a volte sostituzioni, a volte incarichi a tempo determinato, che gli venivano assegnati sia dalla Provincia che dal Comune di Caserta. In altri termini contratti a gettoni, dietro ai quali, sembra che vi sia un ampio numero di persone che avrebbero inficiato il regolare svolgimento dei bandi di gara per l’assegnazione dei lavori pubblici. In questi giorni ,il nucleo dei ROs del COmando Provinciale dei Carabinieri di Caserta , diretto dal Colonnello Giancarlo Scafuri, si sta concentrando sull’analisi di situazioni inserite in questa vicenda legate dall’apparenza di anomalie tecniche che potrebbero, invece, camuffare illeciti commessi sistematicamente allo scopo di manipolare gli affidamenti. Coinvolta nelle indagini anche la Guardia di Finanza di Roma per stabilire i vari ruoli che politici e funzionari pubblici sia di Palazzo di Corso Trieste sia di Palazzo Castropignano avrebbero avuto in tutta questa vicenda nella quale si ravvisa il reato di turbativa d’ asta sotto l’abile regìa del clan Zagaria. Nel mirino delle indagini dei ROs le decine di appalti, incluse manutenzione, ampliamento e ristrutturazione,affidati dal 2005 ad oggi sia dalla Provincia che dal COmune di Caserta. A confermare tutto cio’ la circostanza secondo cui nelle scorse settimane molti dirigenti scolastici sarebbero stati interrogati dagli inquirenti. Ma non è tutto! Milioni e milioni di euro sarebbero finiti attraverso ditte compiacenti ad ingrossare le casse dei Casalesi. A questo punto, dinanzi al silenzio delle indagini, non ci resta che attendere gli sviluppi. Una cosa è certa: la ricerca della verità e il ripristino della legalità sono appena cominciati.