Camorra. IL PM CHIEDE 300 ANNI DI CARCERE PER IL GRUPPO ELIA DEL PALLONETTO DI SANTA LUCIA. Verdi. Giudici accolgano richieste di condanna

Camorra. Verdi. Giudici accolgano richieste di condanna per il clan Elia. Produttori e autori di Gomorra incontrino Magistrati e forze dell’ordine e non i camorristi

Trecento anni di carcere. Questa la richiesta del pm Alessandro D’Alessio della Direzione distrettuale antimafia di Napoli contro il gruppo Elia del Pallonetto di Santa Lucia, nella zona a ridosso di piazza del Plebiscito a Napoli. Tra loro ci sono non solo i boss del clan Ciro, Michele e Renato, per i quali sono state invocate pene superiori ai 12 anni di reclusione a testa, ma anche molte donne, la meta’ degli imputati. Tra loro Giulia Elia, per il quale il pm ha chiesto 15 anni di reclusione, Anna Elia, 3 anni, Adriana Blanchi, 10 anni, Anna Pugliese, 10 anni, Giulia Pugliese, 8 anni. Ci sono anche le madri e i padri dei bambini pusher che il 17 gennaio scorso furono intercettati dalle forze dell’ordine mentre confezionavano dosi all’eta’ di dieci anni e partecipavano attivamente alle attivita’ di smercio di sostanze stupefacenti tra i vicoli della citta’. Minorenni che sono stati allontanati da casa, con la sospensione della patria potesta’ in un provvedimento raro assunto dal presidente del Tribunale.

 

“Auguriamoci che i giudici accolgano le richieste di condanna per gli esponenti del clan Elia del Pallonetto di Santa Lucia arrestati nel corso dell’operazione che portò alla luce l’impiego dei bambini nella preparazione e nella vendita della droga”.
Ad auspicarlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “la realtà della camorra, come ricordano spesso i Magistrati, è spesso del tutto diversa da quella che descrive Gomorra che, nei fatti, alimenta il mito dei camorristi, forse anche perché, come dimostrano le inchieste, spesso la produzione ha raggiunto accordi con i clan”.
“La produzione e gli autori di Gomorra se vogliono raccontare la camorra dovrebbero confrontarsi con chi, ogni giorno, combatte la camorra, a cominciare proprio dai Magistrati e dalle forze dell’ordine, piuttosto che con chi è legato più o meno direttamente con i clan” ha aggiunto Borrelli per il quale “è assurdo che in Gomorra Magistrati e forze dell’ordine siano stati presenti solo in pochissime scene, quasi come se si volesse raccontare di un territorio totalmente nelle mani della camorra”.