di GIOVANNA PAOLINO
CAMPANIA. “È il momento di un Assessore all’Agricoltura che parli di politiche agricole!”. Questa la richiesta formulata da CIA Campania , associazione di categoria degli Agricoltori , un sistema di 40 mila soci , per la precisione 40651 soci.
In particolare, gli imprenditori agricoli iscritti a Cia Campania sono 18828 (Benevento: 6734; Caserta: 1735; Napoli: 1405; Salerno: 4244; Avellino 4710), i soci agricoltori pensionati sono 19575 (Benevento: 3063; Avellino: 3060; Caserta: 2755; Napoli: 2315; Salerno: 4543), mentre gli imprenditori giovani aderenti all’Agia – Associazione Giovani della Cia sono 2248.
A parlare con noi il Dott. Nunzio Valentino Direttore Provinciale CIA Caserta.
” Da Cia Campania – spiega il Dott. Valentino – giunge un grido di allarme : l’Agricoltura , nella nostra regione, e’ completamente abbandonata e gli Agricoltori si mobilitano”-
Venerdi’ 6 Aprile 2018 gli Agricoltori campani scenderanno in piazza per dire BASTA ad una Politica , quella regionale, che ha fortemente penalizzato il settore.
Una vera e propria mobilitazione, dunque, che partira’ alle ore 9.00 dalla Stazione Marittima , per dirigersi alle ore 9.30 in Piazza Municipio ed arrivare alle ore 10.30 a Palazzo Santa Lucia, Sede della Regione Campania, dove la Cia allestira’ un presidio di protesta.

” Oggi viviamo la quarta rivoluzione industriale, il digitale trasforma di giorno in giorno il nostro modo di fare e di essere imprenditori agricoli e in Campania si parla di tecnicismi- spiega Valentino – Guardiamo le altre regioni volare, le imprese agricole altrove sono aiutate a crescere in diversi ambiti come la sensoristica, il marketing, il digital web, e interloquiscono con la Pubblica Amministrazione in digitale. Noi , invece, siamo completamente fermi ed abbandonati dalle Istituzioni “.
” Noi chiediamo – continua –
Tempi certi sui pagamenti
Difesa dei prezzi dei prodotti degli agricoltori
Promozione e difesa delle produzioni Campane
Politiche e strutture per rendere agevole il PSR”.
Qui di seguito pubblicato il documento della Cia Campania che spiega in maniera analitica e chiara le ragioni della mobilitazione contro la Politica della Regione Campania nel settore Agricoltura.
A tre anni dall’approvazione, dobbiamo registrare che al 28 febbraio la spesa del Psr Campania è il 7,95% (€ 144.000.000) ultimi dati rete rurale 28 febbraio. E si tenga conto che la maggior parte della spesa è rappresentata da trascinamenti della vecchia programmazione.
Vediamo sia criticità per evitare il disimpegno che quello di raggiungere la performance (blocco fondi di riserva – rischio sospensione dei pagamenti nel 2019).
Per evitare il disimpegno bisogna entro il 31/12/2018 :
– Avere speso altri € 102.000.000 di fondo Feasr
Per spendere la quota Feasr dobbiamo spendere effettivamente entro fine anno € 222.000.0000 (cofinanziamento Ministero e Regione).
Inoltre, molto più grave, e che nelle proposte presentate di modifica del PSR nell’ ultimo comitato di Sorveglianza dall’Assessorato all’ Agricoltura si ammette che non si riusciranno a rispettare i target intermedi per il rispetto delle performance e annunciano il rischio Disimpegno.
Riteniamo, che prima di subire lo smacco del blocco dei pagamenti e la perdita dei fondi riserva del Psr per il non rispetto delle performance e rischiare il disimpegno oramai quasi certo:
1_ Chiediamo un Assessore all’Agricoltura, non più deleghe. Nell’ultime modifiche presentate alla commissione Europea e nel Comitato di sorveglianza si è rinunciato o quasi a raggiungere i Target intermedi di Performance previsti per il 2018. E il disimpegno è stato annunciato!
Siamo la seconda agricoltura d’Italia come produzione e la prima del meridione come scambi commerciali
2_Chiediamo di nominare l’AdG del PSR e creare un gruppo ad Hoc, separato dal Direttore Generale e dalla struttura dell’ Assessorato all’Agricoltura.
Abbiamo il 2° PSR più importante d’ Italia. Inoltre, siamo nell’ordinario il territorio più sensibile d’Italia per le continue emergenze in agricoltura: Brucellosi, diossina, terra dei fuochi.
3_Chiediamo Uno Sportello Agea presso la Regione Campania. AGEA è l’Organismo Pagatore della Regione Campania! Le responsabilità e ritardi ricadono sempre sulla Regione.
Nel merito del disimpegno rivedere e togliere la maggior parte dei documenti richiesti per la verificabilità, uniformare le procedure di istruttoria, potenziare gli istruttori e soprattutto gli uffici amministrativi. Aprire un rapporto continuo con Agea e chiedere condivisione e partecipazione ad ogni modifica e semplificazione che si apporta. (ufficio presso Agea).
4_ Chiediamo Semplificazione: Delega ai Super Caa per libretto Uma, Iap, Istruttoria domande a superficie. Digitalizzazione per tutta la documentazione delle imprese agricole. Le imprese agricole hanno già tutta la documentazione, sono obbligate dalla Ue, lavorano e producono alimenti per gli uomini e per gli animali, quindi le normative lo impongono. La Regione deve solo acquisirle
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5_Chiediamo l’attivazione di strumenti di visione strategica e complessiva per animare e ripopolare le nostre aree interne!
Per le difficoltà che sta vivendo il Piano e la poca appetibilità di misure importantissimi per l’agricoltura significa che è sbagliata la programmazione: per questo con la struttura ad Hoc sul Psr aprire subito un negoziato con la commissione UE e con la DGAgri dove si modifica e si adottano nel piano strumenti già riconosciuti dalla UE che aggregano e delegano la spesa della Regione a partenariati pubblici/privati. “ Sottoprogrammi, Sovvenzioni Globali, Progetti Integrati di Filiera, CLLD” . A questo punto, la regione con i propri uffici dovrà solo controllare, monitorare, verificare l’andamento e la spesa del Piano.
Su queste proposte, che ripetiamo dal 2015 in modo costruttivo e collaborativo , abbiamo avuto solo risposte che hanno fatto aumentare il nostro dissenso.
I Gal sono diventati semplici “passacarte”, strutture che dovranno pubblicare gli stessi bandi (sbagliati) del PSR con l’aggravante di essere solo fintamente più agili ma di fatto più complessi. Non è possibile prevedere come premialità più importante per i Gal la popolazione. E’ un paradosso! Stiamo infatti parlando di strumenti nati per animare le aree rurali a rischio di spopolamento.
E non è possibile svilire progetti integrati concepiti per animare e far rivivere i nostri borghi rurali a meri finanziamenti di opere edilizie.
6_Chiediamo l’Apertura dei bandi per la presentazione ex novo di domande delle misure a basso impatto ambientale – integrato.
7_ Delibera super accelleratore della Spesa del PSR:
Su questa delibera siamo convinti che la soluzione non è fissare dei tempi ai funzionari degli uffici competenti, pena una sanzione e nemmeno la costituzione di un comitato di sorveglianza a guardia della struttura, anzi siamo convinti che come organizzazioni professionali non possiamo farne parte, viene meno il ruolo di rappresentanza e di terzietà.
8_Chiediamo che strumenti e politiche di ricerca, promozione e aggregazione per l’agroalimentare diventino centrali nella programmazione della Regione Campania.”
Abbiamo bisogno di strumenti unificati, che il Feasr partecipi al piano per dare la possibilità anche alle imprese dell’agroalimentare e dell’agricoltura di poter presentare progetti innovativi anche nei rapporti economici. Oggi, per l’agricoltura si partecipa a qualche fiera!
E’ arrivato il momento che la Regione tolga l’agricoltura dalla nicchia in cui è stata costretta riconoscendole la stessa dignità degli altri comparti produttivi
Non è possibile che la Regione Campania non abbia inserito in una strategia di promozione complessiva i prodotti dell’agroalimentare campano. Tanto per fare un esempio, per il Vinitaly la Campania risulta essere la regione meno visibile in Italia
9_Chiediamo che le strutture dedicate alla ricerca in agricoltura vengono riorganizzate e integrate nella logica più complessiva della regione Campania. Esempio Azienda Improsta, CRAA, ecc.. oggi sono solo centrali di Costo che pesano sul bilancio della Regione Campania.
Attualmente altre regioni stanno certificando piante che si adattano ai cambiamenti climatici e sono resistenti ai nuovi patogeni..….noi non stiamo conservando nulla del nostro patrimonio vegetale.
10_Chiediamo con urgenza la Perimetrazione dei castagneti da Frutto. Non è possibile che a due anni dall’approvazione della Legge dei castagneti da frutto non si abbia ancora una perimetrazione dei territori. Non è possibile che dopo due anni i castagneti da frutto non ancora possono essere considerati superficie Agricola, non permettendo nemmeno di risolvere il problema degli usi civici. Il che significa non aver realizzato assolutamente nulla per la filiera.
Si continua a parlare di cinipede, attualmente il problema reale della filiera castani cola Campana è recuperare di nuovo il mercato.
11. Chiediamo di uscire dai commissariamenti della maggior parte dei Consorzi di Bonifica. E’ necessario smantellarli e ricostruirli per farli diventare strumenti essenziali nella gestione dei territori e delle risorse idriche, soprattutto in considerazione dei cambiamenti climatici. Attualmente sono solo centrali di costo per la Regione
Basta anche con il commissariamento dell’ARAC, diventato solo una centrale di costo per la Regione. Abbiamo il patrimonio zootecnico più importante d’Italia ed è stato abbandonato a se stesso.
12. Chiediamo che si intervenga sul filiera florovivaista e venga realizzato il polo florovivaistico, dopo tre anni non si è ancora fatto nulla.
13. Chiediamo che vengano attuate politiche e costruiti strumenti per l’organizzazione e l’aggregazione all’interno delle filiere. La filiera del nocciolo e molte altre sono di fatto abbandonate dalle politiche agricole regionali.
In tutte queste filiere è fondamentale l’azione politica-cuscinetto della regione, per il nocciolo i piccoli produttori non possono nulla contro una multinazionale come la Ferrero che ha imposto un contratto bloccato per sei anni – questo sta creando il ritorno dei mediatori, cosa che avviene anche nella filiera dei cereali, zootecnia da carne e latte. La stessa cosa, ma all’interno della stessa filiera, è per la mozzarella di Bufala, noi non siamo contrari a nessuna modifica dei disciplinare diretta ad occupare nuovi mercati, come la mozzarella frozen, l’importante è tenere un equilibrio del valore aggiunto su tutta la filiera. Fondamentale e strategico è pianificare anche con la produzione per aumentare i quantitativi, si può anche pensare ad allargare l’areale DOP ed ad incentivare ad iscriversi alla DOP più del 50% dei caseifici e degli allevamenti non iscritti alla DOP.
14. Chiediamo Qualità! Ma su questa ultima considerazione, quella di certificare la qualità, e di incentivare tutte le imprese ad iscriversi ai sistemi di qualità il PSR non aiuta. I bandi scritti sono sbagliati, abbiamo chiesto modifiche alla Misura come la M3.1.1. , l’abbiamo proposto anche in Comitato di Sorveglienza dove anche il Coordinatore della Commissione Europea Colleruoli ci ha dato ragione, la regione ci risponde con i fatti che questi misure non funzionano e bisogna togliere il budget a disposizione per coprire eventuali overbooking!!!