CAPACITA’ DI ORIENTAMENTO NELLE SCELTE DELLA VITA: AL SUD MAGGIOR RISORSA INDIVIDUALE DI “FRONTEGGIAMENTO”. INTERVISTA AL PROF. GIANLUCA FICCA

di GESUALDO NAPOLETANO

CASERTA – Come disse il celebre scrittore statunitense Ernest Hemingway, premio Nobèl della Letteratura: “Dobbiamo abituarci all’idea: ai più importanti bivi della vita, non c’è segnaletica”. Dunque più le scelte diventano poche ma importanti, più dobbiamo essere in grado di orientarci da sè.

Abbiamo intervistato un docente del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, professor Gianluca Ficca che ci ha spiegato meglio come è possibile orientarsi verso una scelta giusta e come il contesto influisce sulle scelte individuali.

Allora prof. Ficca, mi preme domandarle: quando ci troviamo dinanzi ad una scelta da prendere inevitabilmente, che “peso” assume il contesto socio-economico e culturale in cui viviamo?

“Senza dubbio un peso molto importante. Tant’è vero che nei percorsi di orientamento si effettua da un lato un’analisi delle volontà, capacità e motivazioni dell’individuo, e dall’altro allo stesso tempo un’analisi del contesto. Il contesto naturalmente è determinato in maniera cospicua dalla provenienza socio-economica e culturale di una persona. Ad esempio un ragazzo che vorrebbe iscriversi all’università e che però è cresciuto in una famiglia dove gli studi universitari non sono mai stati fatti e dove appunto i propri genitori hanno subito lavorato, è chiaro che si tratterà di una scelta di novità che metterà in difficoltà tutto il sistema, cioè che indurrà dei dubbi in un sistema abituato a situazioni differenti. Allo stesso modo le risorse economiche possono influire sulla scelta di un giovane studente”.

E’ possibile dire che la capacità di orientarsi nelle scelte difficili è diversa tra il Nord, il Centro e il Sud dell’Italia?

“Abbiamo fatto agli inizi del 2016un rapporto, attraverso statistiche, ricerche e questionari, sulla distribuzione di alcune capacità tra Nord, Centro e Sud Italia. Ciò che è venuto fuori è il risultato alquanto interessante. Rispetto alle possibilità sia formative che lavorative molto più basse al Sud rispetto al resto d’Italia, in una situazione francamente più complicata, le risorse individuali di fronteggiamento e dunque la capacità di affrontare le difficoltà i orientamento nelle proprie scelte è maggiore al Sud. Come se il contesto difficile in cui vive una persona del Sud Italia possa in un certo senso avere paradossalmente un effetto positivo sullo sviluppo di queste capacità di fronteggiamento. In poche parole al Sud si ha più la capacità di contare sulle proprie forze che sulle risorse esterne”.

Cosa consiglia ai giovani per orientarsi in maniera corretta nelle scelte difficili della loro vita?

“Seguire le proprie emozioni, le proprie passioni, e non accontentarsi della prima cosa che capita, perché c’è il tempo per andare verso la cosa che veramente uno vuole”.