«Sono vicino all’amico Vincenzo Negro, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, per il gravissimo atto di intimidazione che ha subito. Caro Vincenzo, i mandanti sappiano che tu, i tuoi figli e la tua famiglia non siete soli. Con voi c’è la città di Capodrise!».
Con queste parole il sindaco Angelo Crescente ha commentato, sulla sua fan page di Facebook, la notizia dei proiettili ritrovati, qualche giorno fa, nella buca delle lettere di casa dal vicesindaco Negro.
«Conoscendo Vincenzo – ha aggiunto Crescente –, sono certo che questo gesto così vile non scalfirà l’impegno che, insieme con i colleghi della giunta, sta profondendo per un cambiamento profondo della città, nel segno della legalità e della trasparenza dell’agire amministrativo».
Nella giornata di ieri 12 marzo 2017 la comunita’ di Terra di Lavoro e’ stata sconvolta per quanto accaduto Vincenzo Negro, Vicesindaco della citta’ e Assessore ai Lavori Pubblici.
In una lettera minatoria , sono stati recapitati a casa di Vincenzo Negro tre proiettili in busta chiusa. La missiva è stata ritrovata, qualche giorno fa, nella buca delle lettere, in via Santa Croce, e Negro ha subito denunciato l’episodio ai carabinieri della compagnia di Marcianise.
I proiettili sono stati sequestrati e inviati agli esperti del Raggruppamento per le investigazioni scientifiche, il «Racis», per essere analizzati. Un esame che potrebbe fornire elementi importanti per indentificare i mandanti. Gli investigatori non possono escludere che la minaccia di morte abbia a che fare con l’attività politica che Negro svolge a Capodrise, anche se le indagini si stanno muovendo in tutte le direzioni. Non appena si è diffusa la notizia, si è subito levato un coro di solidarietà e di vicinanza nei suoi confronti, a partire dal sindaco Crescente.
Il 28 maggio 2016, in piena campagna elettorale, egli denunciò ai militari dell’Arma la presenza di un volantino diffamatorio con allusioni alla sua famiglia e ad altre persone. Il foglio venne acquisito dai carabinieri insieme alle immagini delle telecamere di videosorveglianza sistemate all’esterno della casa del politico.