Capotreno assassinato, comunicato unitario dei sindacati

Domani sciopero in Emilia Romagna e presidio nella stazione di Bologna, alle ore 10.00.

Le Segreterie Nazionali di Filt CGIL, Fit CISL, Uiltrasporti, UGL Ferrovieri, FAST CONFSAL, ORSA TRASPORTI,
esprimono profondo cordoglio e si stringono con sincera vicinanza ai familiari e ai colleghi del giovane capotreno
Alessandro Ambrosio, barbaramente ucciso nell’area di servizio nell’ambito del perimetro della Stazione di
Bologna. Al tempo stesso auspicano che il responsabile o i responsabili dell’efferato omicidio siano assicurati alla
giustizia e che venga comminata, legittimamente, una pena esemplare e in tempi brevissimi.
Le Segreterie Nazionali sollecitano con forza la completa applicazione del Protocollo sottoscritto il 31 marzo
2022, rimasto ad oggi disatteso, con il quale il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero
dell’Interno, sentita la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e l’ANCI, hanno condiviso con AGENS e
con le Organizzazioni Sindacali di categoria – Filt CGIL, Fit CISL, Uiltrasporti, UGL Ferrovieri, FAST-Confsal, ORSA
Trasporti – specifici impegni finalizzati al rafforzamento della sicurezza nei luoghi del trasporto pubblico e
ferroviario.
Constatano, con profondo rammarico, che Trenitalia e il Gruppo FS, per il tramite di AGENS che ha sottoscritto il
Protocollo, non ne abbiano mai sollecitato la puntuale applicazione e, nello stigmatizzare tale atteggiamento,
chiedono che entrambe si costituiscano parte civile nel procedimento che si attiverà quando l’assassino sarà
assicurato alla giustizia.
Le stazioni e i treni sono aree fondamentali delle città e, pertanto, sono necessarie azioni comuni e coordinate
tra i diversi livelli istituzionali (Ministeri competenti, Forze dell’Ordine, Regioni, Comuni, ecc.) per contrastare un
fenomeno che da troppo tempo è in costante crescita.
Esprimono ulteriore rammarico per il fatto che siano state ignorate le ripetute segnalazioni avanzate nel tempo dai
rappresentanti dei lavoratori, che da anni denunciano aggressioni sui treni, nelle stazioni e negli scali ferroviari,
luoghi che rischiano di diventare aree ad alto rischio per l’incolumità di lavoratori e passeggeri. Pertanto chiedono al
Gruppo FS di avviare con urgenza un confronto finalizzato a una profonda revisione del piano di sicurezza
delle aree ferroviarie.
Ribadiscono con forza che la sicurezza dei lavoratori del comparto ferroviario e dei viaggiatori deve essere garantita
esclusivamente da operatori di pubblica sicurezza, adeguatamente formati, presenti e strutturati sul territorio, in
grado di governare efficaci programmi di prevenzione.
Non sono più tollerabili silenzi, rinvii e interventi parziali. La tragedia di Bologna impone risposte immediate,
concrete, strutturali e di sistema.
Per tutto quanto sopra, le Segreterie Nazionali sostengono e condividono lo sciopero delle attività ferroviarie
in Emilia-Romagna, proclamato per la giornata di domani, 7 gennaio 2026, dalle strutture regionali, ai sensi
dell’art. 2, comma 7, della Legge 146/90 e s.m.i., in difesa dell’ordine costituzionale e quale forma di protesta per il
grave evento che ha causato la morte di un lavoratore.
La rabbia, il dolore e lo sgomento vissuti in queste ore non possono trovare risposta nei comunicati di rito delle Istituzioni,
riproposti in una drammatica liturgia che sempre più spesso assomiglia a una resa pubblica nella tutela
dell’incolumità dell’intera comunità ferroviaria e di tutti i cittadini.
Roma, 6 gennaio 2026
Le Segreterie Nazionali