CARCERI/OSAPP: indegno che con un emendamento alla manovra finanziaria il Governo voglia dimezzare la Banda Musicale della Polizia Penitenziaria che nel frattempo organizza lo sciopero della fame

” lL’ apprendere che tra i 14 emendamenti proposti dal Governo di modifica del decreto legge collegato alla manovra finanziaria e presentati in Commissione Bilancio al Senato della Repubblica, l’11esimo riguarda la riduzione a 55 elementi della Banda Musicale del Corpo di Polizia Penitenziaria ci lascia completamente esterrefatti”.

È quanto si legge in commento diffuso da Leo Beneduci segretario generale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) rispetto alla iniziativa assunta dal Governo Gentiloni.

“Il Presidente del Consiglio Gentiloni ed i Ministri del suo Governo – prosegue nella nota il leader dell’OSAPP – ad esclusione del guardasigilli Orlando, dovrebbero sapere che la Banda Musicale della Polizia Penitenziaria, quella che viene utilizzata, tra l’altro, alla sfilata del 2 giugno come alla cerimonia dell’animale del Corpo o alla celebrazione del Natale di Roma, e’ attualmente di 50 elementi e non di 103 omologhi alle Bande Musicali delle altre Forze di Polizia, come previsto da un Decreto del Presidente della Repubblica del 2006, colpevolmente mai attuato dai vertici dell’Amministrazio ne Penitenziaria e che la proposta legislativa di riduzione a 55 componenti rappresenta solo la volontà di qualcuno di togliersi qualche ‘sassolino dalle scarpe’ laddove la stessa Banda aveva manifestato e suonato in piazza a Roma lo scorso 7 novembre”.

“Invece che ridurre o eliminare del tutto gli sprechi delle auto blu, delle missioni all’estero e dei vitalizi ai parlamentari – indica ancora il sindacalista – si colpiscono il ruolo, la dignità e l’immagine pubblica della Polizia Penitenziaria svilendone uno dei principali nonché più antichi simboli”.

“Il Guardasigilli Orlando e i suoi ‘suggeritori’ peraltro, ad avviso dell’OSAPP sono gli stessi che mentre colpiscono le donne e gli uomini in uniforme che nelle carceri italiane rappresentano l’ultima certezza per la legalità e la sicurezza dei cittadini, hanno voluto l’attenuazione del regime del 41bis per i mafiosi, hanno voluto l’aumento degli stipendi dei detenuti dell’87% (mentre i Poliziotti hanno gli stipendi bloccati dal 2010) e che hanno disposto per il finanziamento delle c.d. ‘stanze dell’amore’ in carcere per i detenuti, di prossima attuazione del tutto a discapito dei cittadini e delle vittime del reato”.

” In queste ore – conclude Beneduci – gli appartenenti alla Banda Musicale della Polizia Penitenziaria stanno decidendo se proseguire la protesta iniziata a Roma lo scorso 7 novembre ed anche loro sviliti nella professionalità espressa fino ad oggi, mediante uno sciopero della fame ad oltranza, mentre noi del sindacato e della Polizia Penitenziaria, oltre alle ulteriori proteste e denunce che ci accingiamo ad intraprendere, stiamo attendendo con trepidazione che l’attuale e per il Corpo ‘infernale’ legislatura venga a cessare”.