CASAPESENNA. Resta in carcere Don Michele Barone . Il gip ha confermato la misura cautelare in carcere per Don Michele Barone, respingendo, così, la richiesta dei domiciliari presentata dall’avvocato Carlo Taormina.
Inoltre è stato disposto il trasferimento presso il carcere di Vallo della Lucania per motivi di sicurezza, il Don Barone sarebbe stato minacciato.
L’unica possibilità al momento è l’esito del ricorso presso il Tribunale del Riesame. Per quanto riguarda i genitori della 13enne sono stati revocati gli arresti domiciliari, ma non potranno avvicinarsi in alcun modo alla figlia, come disposto dal giudice.
Intanto il vescovo di Aversa, Monsignor Angelo Spinillo, è stato ascoltato per oltre cinque ore in procura a Santa Maria Capua Vetere come persona informata sui fatti per la vicenda degli esorcismi a Casapesenna.
Insieme con lui anche l’avvocato Alfonso Quarto, il monsignore ha risposto alle domande relative alla vicenda del sacerdote della Diocesi aversana Michele Barone. Il vescovo Spinillo ha spiegato come la Diocesi sia intervenuta per cercare di fermare don Michele, e come sia venuta a conoscenza dei fatti.
Il Procuratore Maria Antonietta Troncone si è limitata ad affermare che “l’attività investigativa è in pieno svolgimento, e non è finita con l’arresto di don Michele. “Stiamo facendo tutto quello che serve per ricostruire un quadro completo della vicenda”.