di GIOVANNA PAOLINO
Caserta. Si e’ da poco conclusa la Marcia contro i Miasmi , che si e’ tenuta nel Real Sito di San Leucio, coordinata dall’Avvocato Pasquale Napoletano, gia’ Assessore al Comune di Caserta, e dall’Avvocato Annibale Bologna, componente della Pro Loco di San Leucio.
Una marcia che , alla fine dei conti, e’ stata molto deludente o, quanto meno, non ha rispettato le aspettative di un enorme afflusso di massa , cosi’ come era stato anticipato nei giorni scorsi.
A stento i partecipanti arrivavano a circa 90/100 persone , ne’ tantomeno vi e’ stata la partecipazione delle numerose associazioni che , in un primo momento, avevano dato la loro disponibilita’.
L’assenza della politica potrebbe essere spiegata nelle recenti decisioni legate alla riqualificazione del sito borbonico che l’amministrazione comunale sta portando avanti attraverso una costante e continua attivita’ amministrativa e mediatica.
In questo quadro generale, e’ quasi sembrato che i manifestanti fossero un gruppo sparuto di nostalgici .
Alla fine, considerati i fatti degli ultimi giorni, non si e’ compreso il reale senso della marcia : e, cioe’, se essa fosse finalizzata a chiedere all’amministrazione comunale l’eliminazione dei miasmi o a chiedere per i Leuciani , o meglio per i manifestanti, un inserimento nel progetto ” Terronia ” presentato da Bartolomeo Marco Letizia, Amministratore Delegato ” Conti3″ per la riqualificazione del Real Sito di San Leucio ed approvato dall’Amministrazione Comunale di Caserta.
La storia e’ nota.
Da circa un anno i Leuciani, e non tutti, dichiarano di avvertire , soprattutto durante la notte, odori nauseabondi simili a quelli emessi dai roghi tossici.
Da qui la protesta dei residenti che si era rivolta contro l’azienda ” Conti3 ” collocata in Piazza della Seta di proprieta’ del Gruppo Letizia.
Dinanzi alle accuse dei Leuciani, Bartolomeo Marco Letizia aveva risposto convocando una apposita conferenza stampa e mettendo a disposizione degli interessati l’esito delle analisi ARPAC nelle quali veniva dichiarata la conformita’ delle attivita’ della Conti3 alle norme in materia di tutela ambientale e tutela della salute.
Nei giorni scorsi il colpo di scena.
Il Sindaco di Caserta Carlo Marino e Bartolomeo Marco Letizia hanno annunciato la realizzazione del progetto ” Terronia” per la riqualificazione del Real Sito di San Leucio che avra’ come suo epicentro proprio lo spazio in Piazza della Seta nel quale attualmente e’ ubicata la Conti 3, la quale , nel frattempo, si e’ impegnata ufficialmente a traslocare in altra sede nel giro di 8 mesi.
” Abbiamo preso questa decisione- aveva affermato Bartolomeo Marco Letizia – solo dopo avere dimostrato che con i miasmi noi non c’entriamo e semplicemente per dare un contributo valido e concreto alla riqualificazione del sito Unesco, da un punto di vista turistico, commerciale e culturale “.
Va detto, per dovere di cronaca, che la Conti3 e l’ annesso Setificio Leuciano insistono su un ‘area a destinazione industriale che, in quanto tale, non esclude alcuna attivita’ imprenditoriale destinata alla produzione di beni e servizi , ovviamente, sempre nel rispetto delle norme giuridiche.
Nonostante cio’ i Leuciani questa mattina sono scesi in piazza radunandosi proprio dinanzi alla sede della Conti3 .
L’Avvocato Pasquale Napoletano ha affermato : ” Noi non ce l’abbiamo con nessuno. Chiediamo solo che le istituzioni tutelino il diritto alla salute e alla integrita’ ambientale dei residenti”.
Anche la Prof.ssa Ketty Bologna , che , in un primo momento , aveva attaccato ferocemente la Conti3 e che poi da questa era stata denunciata per diffamazione, ha cambiato tono augurando all’imprenditore Bartolomeo Marco Letizia un lavoro produttivo nell’interesse della comunita’.
Insomma, una sorta di contraddizione in termine in una specie di comizio popolare ” inter nobis” , del quale, onestamente, non si e’ compreso il senso perche’, se da un lato, si e’ parlato di tutela ambientale e della salute dall’altro non e’ stata formula alcuna proposta concreta in tal senso da presentare all’amministrazione comunale .
Se da un lato il comune denominatore della marcia e’ stato l’ ” untore” Letizia, – il che si evinceva da comportamenti concludenti dei partecipanti e dalla scelta di svolgere il comizio dinanzi ai cancelli chiusi della Conti3 – ,dall’altro nessuno ha dichiarato di apprezzare il progetto dell’imprenditore che ha coraggiosamente deciso di investire su San Leucio , per riqualificare l’economia decadente del borgo che i residenti e le precedenti amministrazioni comunali, in questi anni, nonostante i numerosi sforzi, non sono riusciti a fare decollare proprio per mancanza di investitori adeguati ed anche a causa della “chiusura” dei Leuciani verso chi di San Leucio non e’.
Anzi, la sensazione emersa e’ stata proprio questa : il timore dei Leuciani , o meglio dei manifestanti, che il nuovo progetto “Terronia” di Letizia li escluda dal controllo di un territorio del quale essi si sentono parte integrante .
Significative a tale riguardo le parole di Don Battista Marello: ” La gente di San Leucio non puo’ essere esclusa dalal riqualificazione del territorio”.
Il Parroco, altresi’, ha denunciato le varie situazioni di degrado evidenti nel Real Sito, situazioni di degrado, che , comunque, vengono dalle precedenti amministrazioni comunali.
” La gente non ha partecipato secondo l’affluenza prevista – ha commentato la Signora Sara Trocciola moglie dell’Avvocato Pasquale Napoletano- perche’ l’amministrazione comunale nei giorni scorsi ha barato annunciando la notizia del progetto Terronia. Ma noi chiediamo di visionare la documentazione che stabilisce il trasferimento della Conti3 da San Leucio perche’ chiediamo certezze e non chiacchiere”.
A questo punto cosa altro dire : per il momento i fatti concreti dell’azienda e dell’amministrazione comunale a favore del sito Unesco sono evidenti.
Altrettanto impegnativo lo sforzo dei Leuciani di riqualificare il sito Unesco anche se bisogna ricordare che ogni rivoluzione richiede la totale partecipazione delle masse : diversamente rischia di trasformarsi in strumentale demagogia.