di GIOVANNA PAOLINO
Caserta. Si ritorna a parlare della villetta di via Avellino nel Rione Acquaviva, parco pubblico denominato ” Bimbo Village ” ubicato in Caserta nella intersezione fra via Avellino e via Acquaviva.
Nei giorni scorsi alcune associazioni e noti esponenti politici locali hanno chiesto la riapertura della villetta.
Fin qui tutto bene , se non fosse che il rapporto tra l’amministrazione comunale di Caserta e la villetta di via Avellino risulta essere intersecato dalla vicenda del Sig. Pietro D’Alessandro, che ha deciso di iniziare un giudizio risarcitorio nei confronti del Comune di caserta per la nota vicenda della villetta di via Avellino.
A rappresentare in giudizio Pietro D’Alessandro l’Avvocato Luigi Pace di Caserta il quale , in data odierna , ha depositato al Comune di Caserta la richiesta di risarcimento danni per il suo assistito al protocollo n. 28006.
La vicenda di Pietro D’Alessandro trovo’ un primo epilogo parziale nella ordinanza del Tribunale di Santa Maria C.V. del 03.04.2012 all’interno del giudizio civile c r.g. 5364/2011, in cui veniva riconosciuto che, per anni , la qualità della vita del D’Alessandro e della sua famiglia era stata gravemente compromessa dalla mala gestio da parte del comune della villetta stessa. Si tratta di danni provocati, fra gli altri, dalla lesione del diritto alla quiete, tranquillita’, privacy e sicurezza, diritti tutti lesi dalla indiscriminata ed incontrollata apertura del parco pubblico di cui si tratta da parte del Comune di Caserta , dalla data della sua apertura fino alla data della sua chiusura. A tale proposito va precisato che l’ abitazione della famiglia D’Alessandro e’ contigua alla villetta .
Ma non e’ tutto.
Nella stessa suindicata ordinanza , il Tribunale di Santa Maria C.V. ha obbligato il Comune di Caserta a predisporre all’interno della villetta un servizio di custodia . Ma , a tutt’oggi, il Comune e’ rimasto inadempiente anche su questo punto.
” Non siamo affatto contrari alla riapertura della villetta -spiega l’Avvocato Luigi Pace – ; nulla di piu’ semplice “.
” E’ necessario , tuttavia – continua – che il Comune di Caserta provveda alla nomina di custodi e che il tutto venga fatto nel rispetto della legalita’ e secondo quanto stabilito dal Tribunale sammaritano “.
” Al momento -spiega Luigi Pace – l’unico dato certo e’ il comportamento illegittimo del Comune di Caserta e la effettiva lesione dei diritti di Pietro D’Alessandro e della sua famiglia trova ampia e concreta cristallizzazione nel provvedimento del Tribunale di Santa Maria C.V.”.
” Pertanto – conclude l’Avvocato Pace – risulta conseguenziale , in base all’articolo 2043 c.c., l’obbligo risarcitorio del Comune di Caserta nei confronti del mio assistito per il continuo e progressivo deterioramento della qualita’ di vita che egli, suo malgrado, si e’ trovato a subire “.
Nella foto Avvocato Luigi Pace