Chi è stato a provocare lo scioglimento del Consiglio Comunale di Caserta?

Quale futuro politico per la città di Caserta? Elezioni amministrative nella primavera 2016 o nomina da parte del Prefetto della Commissione per effettuare l’accesso al Comune di Caserta ? In città sono queste le domande che , ormai, i cittadini, stanchi di una politica ” dispotica a proprio uso e consumo” si pongono, alla luce delle recenti vicende giudiziarie che vedono coinvolti numerosi esponenti di Palazzo Castropignano. La nostra storia recente ci induce a soffermarci sullo scioglimento dell’amministrazione Del Gaudio, avvenuto ” per atto privatistico redatto dal Notaio e non deliberato dalla Conferenza dei Servizi e poi approvato in Consiglio Comunale”. Il Centro-Destra sostiene che le problematiche e i problemi di Caserta sono imputabili agli anni delle amministrazioni di Luigi Falco e di Nicodemo Petteruti, ovvero a partire dal 1996/97 a tutt’oggi. Una cosa è certa : fin da allora i banchi di Palazzo Castropignano sono stati occupati , in linea di massima, sempre dalle stesse persone, molte delle quali, peraltro, hanno costantemente cambiato casacca politica. Nei salotti casertani si racconta che Luigi Del Rosso, firmatario ” decisivo” per la determinare la ” sfiducia” a Pio Del Gaudio” , dica con una certa vanteria: ” Sono stato colui che ha fatto cadere ben tre Sindaci, ovvero Falco, Petteruti e Del Gaudio. Io, invece, rimango sempre qui”. Questa frase puo’ diventare lo slogan di Caserta, prova evidente di quello che è Caserta : premeditato immobilismo. Noi stiamo cercando di capire , con obiettività, quello che è accaduto e che sta tuttora accadendo a Caserta. E, per farlo, siamo ripartiti dal mese di maggio 2015, le ” famose idi di marzo ai danni di Pio Del Gaudio da parte della sua maggioranza”. Come si ricorderà , oltre all’opposizione , il Sindaco dei social network fu sfiduciato anche da Gianfausto Iarrobino, da Stefano Mariano, da Ferdinando Piscitelli e da Luigi Bologna, da Saverio Russo, da Domenico Maietta, da Luigi Del Rosso,espressioni consistenti e cospicue della maggioranza consiliare. Su questo scioglimento , ci sono due teorie.Secondo la prima versione, Pio Del Gaudio sarebbe stato considerato la continuazione politica di Angelo Polverino e di Nicola Cosentino, ragione per cui la Magistratura sarebbe stata indotta a stroncare questa amministrazione per le vicende giudiziarie legate ai due suindicati esponenti politici. Sono in molti a ritenere, nell’ambito del centro-destra, che lo scioglimento del Consiglio Comunale di Caserta si sia svolto sotto la regìa occulta della Magistratura , che, per tale fine, si sarebbe servita di un ” informatore” bene agguerrito, il Consigliere Comunale Luigi Cobianchi. Poi vi sarebbe una seconda versione. Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Caserta si sarebbe avuto ” su mandato degli ex Udc”, ovvero Pierpaolo Puoti, Antonio Ciontoli, Paolo Farina, quelli che , cioè, venivano considerati gli uomini del Presidente Zinzi. A questo punto, bisogna fare un passo indietro, e ritornare a quando Domenico Zinzi , circa due anni fa, lascio’ l’Udc e trasloco’, con il suo foltissimo elettorato, in Fi, ovvero lo stesso partito del Sindaco. I Consiglieri Comunali del suo schieramento ,-Puoti-Ciontoli-Farina-, lo seguirono, ma rimasero all’opposizione di Pio Del Gaudio costituendo , per l’occasione,un gruppo civico denominato “Italia Nuova”. Nessuno comprese che la nuova situazione politico-amministrativa di Caserta si stava delineando in quella inspiegabile scissione, che aveva come precedente inconfutabile le dimissioni dalle politiche sociali del giovane Emiliano Casale, sostituito, poi, da Enzo Ferraro. Per quale ragione Domenico Zinzi e Pio Del Gaudio non hanno mai trovato un accordo? Secondo molti la ragione della inconciliabilità fra Zinzi e Del Gaudio andrebbe individuata nel contrasto, mai sanata, tra Angelo Polverino, ” mentore di Pio Del Gaudio” e Domenico Zinzi. Inevitabile, dunque, che Pio Del Gaudio non coinvolgesse nella gestione della maggioranza gli uomini di Zinzi a cui non venivano assegnati incarichi. A queste due teorie si aggiunge l’inciucio sulle ragioni che avrebbero indotto gli esponenti della maggioranza a sfiduciare il Sindaco- Iarrobino, Mariano, Piscitelli, Bologna , Russo-. All’interno del centro-destra si dice che ” ognuno di questi politici avrebbe chiesto al Sindaco dei favori personali” , che Pio Del Gaudio non avrebbe reso. In base a quello che ci viene raccontato , ” qualcuno di questi esponenti avrebbe voluto essere raccomandato per ottenere una progressione nel campo della carriera, qualcun altro avrebbe chiesto maggiore potere in consiglio comunale e in giunta, altri avrebbero insistito per una sistemazione di lavoro stabile per i propri figli”. Ovviamente è tutto da verificare. In questo contesto, in cui si animavano lotte intestine spietate , potentissimi Dirigenti Comunali e altrettanto potentissimi imprenditori, Pio Del Gaudio si è lasciato sfuggire di mano le redini dell’amministrazione comunale in una gestione che portava tre firme: Maurizio Mazzotti-Carmine Sorbo-Paolo Marzo. Ma di questo parleremo alla prossima puntata.